Gazzetta di Reggio

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Scontro sugli aumenti, sciopero alla Cna

di Jacopo Della Porta
Scontro sugli aumenti, sciopero alla Cna

Ancora tensione sui contratti dopo la disdetta unilaterale: in ballo 300 euro per addetto nel 2015. Picchetto in via Maiella

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REGGIO EMILIA. I dipendenti della Cna di Reggio continuano le proteste per chiedere il riconoscimento degli aumenti contrattuali che l’associazione di categoria dell’artigianato non ha intenzione di erogare. Ieri un centinaio di lavoratori hanno scioperato per tutto il giorno formando un presidio di due ore di fronte alla sede di via Maiella, durante il quale è stato anche fatto un volantinaggio per informare i cittadini del motivo della mobilitazione. Secondo la Filcams la perdita economica per ciascun lavoratore, nel solo 2015, sarebbe calcolabile in una somma che va dagli oltre 200 euro per un quarto livello ai 350 euro per un quadro.

«L'azienda ci ha confermato che non erogherà alcun aumento – fa sapere Luca Chierici, segretario provinciale della Filcams Cgil che proprio giovedì ha incontrato i vertici aziendali – questo nonostante la nostra disponibilità a trattare anche sui conti dell'integrativo. Unica pregiudiziale per noi è che non si vada avanti in maniera unilaterale, cosa che invece stanno facendo da mesi». La vertenza in corso va avanti ormai dall’ottobre 2014, quando Cna disdettò il contratto integrativo in essere e annunciò l’intenzione di applicare il contratto comunicazione e grafica per ridurre i costi (una scelta che penalizza anche i nuovi assunti, secondo i sindacati). Una vertenza che ha carattere regionale e nazionale e vede coinvolti a Reggio Emilia circa quattrocento lavoratori, compresi quelli delle partecipate. «Cna continua a giustificarsi dicendoci che avendo disdettato anche il contratto nazionale del commercio non è tenuta ad erogare l'aumento, per noi – continua Chierici - queste affermazioni sono illegittime e prive di valore, in quanto di fatto l'azienda continua ad applicare ai propri dipendenti il contratto nazionale del commercio, senza però riconoscere il rinnovo dello scorso marzo». La Filcams di Reggio ha fatto i conti: la perdita economica per ciascun lavoratore, nel solo corso del 2015, derivante dal mancato aumento e dalla mancata applicazione del contratto del commercio sarebbe calcolabile in una somma che va dagli oltre duecento euro per un 4° livello ai trecento cinquanta euro per un quadro. Una perdita che in tempi di crisi come questi non è trascurabile. «I lavoratori continuano a valutare questa situazione con molta preoccupazione – dice Chierici – dopo lo sciopero che ha visto una grande partecipazione si apre una fase di discussione in cui si valuterà quali saranno le prossime mosse». Al momento il sindacato non vede spiragli significativi in vista nella trattativa. «Di fatto vogliono che accettiamo il contratto che hanno deciso di applicare – conclude Chieri –. Dunque dovremmo avallare un comportamento unilaterale e questo per noi è inaccettabile».

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