Gazzetta di Reggio

Reggio

val d'enza

Scoperto un magazzino con oltre 250mila euro di materiale ritenuto rubato

Scoperto un magazzino con oltre 250mila euro di materiale ritenuto rubato

Denunciato un 45enne titolare di un'azienda di autotrasporti, per i carabinieri si teneva la merce che gli veniva affidata

2 MINUTI DI LETTURA





SAN POLO D'ENZA (REGGIO EMILIA). Quando i carabinieri di San Polo d’Enza hanno aperto i container stoccati nel capannone di un’azienda di autotrasporti della Val d’Enza, hanno scoperto pneumatici, condizionatori d’aria, minifrigo, un costoso macchinario computerizzato per la stampa e rilegatura di libri comprensivo di cucitrice, piegatrice e nastro trasportatore, 12 tonnellate di pietre nere del tipo di quelle utilizzate lungo le tratte ferroviari per un valore di 250.000 euro.  Materiale che i carabinieri ritengono riconducibile a una truffa commessa ai danni di un’azienda della provincia di  Alessandria, mentre il restante è ritenuto di provenienza illecita.

[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:foto-e-video:1.11685922:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/foto-e-video/2015/06/27/fotogalleria/un-magazzino-pieno-di-refurtiva-1.11685922]]

Ora a essere accusato di ricettazione, aggravata dall’aver cagionato un danno patrimoniale di rilevante gravità alla vittima, è il titolare di un’azienda di autotrasporti: un 45enne originario e residente a Isola di Capo Rizzuto (Crotone), ma domiciliato nel distretto ceramico. Il quale ha però respinto ogni accusa, sostenendo che quel materiale gli era stato affidato da conoscenti.

La perquisizione domiciliare è scattata dopo la denuncia della ditta truffata. Ed è culminata con il rinvenimento di un macchinario computerizzato per la stampa e rilegatura di libri del valore di 180.000 euro: quello truffato all'azienda alessandrina e sottratto durante un trasporto. Ma i carabinieri hanno trovato l'ingente quantitativo di materiale ritenuto rubato, comprese ben 12 tonnellate di pietre nere del tipo di quelle utilizzate lungo le tratte ferroviari.

L’ipotesi dei carabinieri è quella che l’azienda curava i trasporti per poi appropriarsi dei beni che riciclava rimpiazzandoli a compiacenti ricettatori.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google