«Una pietra tombale sulla discarica di Poiatica»
Il sindaco di Toano e la giunta contrari a ogni ipotesi di riattivazione. Appello all’assessore regionale: «La copertura non sia una scusa per riaprirla»
TOANO. «Una pietra tombale definitiva, senza se e senza ma, sulla discarica di Poiatica». Non usa giri di parole la maggioranza – giunta e consiglio – di centro-sinistra del Comune di Toano affrontando uno dei temi più sentiti e spinosi della montagna, il futuro della discarica di Poiatica, vicino a Colombaia di Carpineti e proprio di fronte al territorio toanese, da cui è separata solo dal corso del fiume Secchia.
La struttura gestita da Iren ora è chiusa, dopo anni di polemiche e di tensioni che hanno generato discussioni, accuse, denunce. Il blocco dell’attività è stato sancito a febbraio dalla Provincia, all’esaurimento del quinto lotto di conferimento, l’ultimo previsto dal vecchio piano provinciale di gestione rifiuti. Ora però il tema rifiuti è di competenza regionale, e potrebbero esserci novità in questo senso, oltre alle tante voci che rimbalzano in questi giorni su una possibile riapertura, e sull’utilizzo per particolari tipologie di materiali. Anche la tenuta dell’assetto geologica dell’ex cava è un argomento caldo.
E proprio da qui parte l’offensiva degli amministratori toanesi: «Non si usi tuttavia il tema della necessità di riempire l’invaso creatosi per giustificare la possibilità di ricevere nuovi rifiuti ai fini della messa in sicurezza. Non vogliamo più immondizia di qualsiasi tipo a Poiatica» – affermano il sindaco Vittorio Volpi, il vicesindaco Carlo Benassi, gli assessori Massimo Albertini, Vittorina Canovi e Roberta Ruffaldi e i consiglieri Alberto Costi, Michele Giorgi, Sergio Paglia e Danilo Redeghieri. Nessuna altra opzione è presa in considerazione dall’amministrazione toanese. «Già un anno fa la Provincia aveva rilevato l’inammissibilità di conferire qui ulteriori rifiuti e questa volontà comune è stata ribadita nei vari incontri avuti con il presidente Giammaria Manghi» – sostiene Volpi. Inoltre nell’ottobre 2014 «abbiamo condiviso il programma dell’Unione dei Comuni dell’Appennino reggiano in cui si conferma come la discarica abbia esaurito la propria valenza – ricorda sempre il primo cittadino – e si chiede agli enti programmatori di essere partecipi affinché siano rispettati i tempi dei controlli successivi alla chiusura e le garanzie di impegno economico in carico al gestore sugli interventi successivi alla stessa».
L’appello si allarga a tutte le altre parti in causa, da Iren gestore dell’impianto alla Regione, a cui comunque toccherà dire l’ultima parola al riguardo. «La stessa Iren ha sostenuto a suo tempo che Poiatica è da considerarsi chiusa. A gennaio avevamo già incontrato l’assessore alle politiche ambientali della Regione, Paola Gazzolo, e pure in quell’occasione avevamo ribadito che nella discarica erano già arrivati troppi rifiuti» – prosegue Volpi. «Ora la decisione finale spetta alla Regione. Auspichiamo per il bene di tutti che il buon senso prevalga». Perché «non siamo disposti ad accettare altre opzioni rispetto alla chiusura definitiva».
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