Gazzetta di Reggio

Reggio

Zito lascia Reggio: «Mafia, state attenti»

di Elisa Pederzoli
Zito lascia Reggio: «Mafia, state attenti»

Il colonnello fa il bilancio degli ultimi tre anni: «Aemilia svolta epocale, da quelle carte spunti da approfondire»

3 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. Il comandante provinciale dei carabinieri, il colonnello Paolo Zito, lascia Reggio.

Il 20 luglio sarà trasferito a Roma, dove ricoprirà un nuovo importante incarico: quello di comandante della I Brigata Mobile, che ha competenza su tutti i reggimenti e i battaglioni d'Italia impegnati nell'ordine pubblico. La Reggio Emilia che saluta, però, non è la stessa che ha trovato quando è arrivato, ormai tre anni fa: in mezzo ci sono il primo – e il secondo a stretto giro di posta – maxi sequestro preventivo di beni della regione e le 117 ordinanze di carcerazione ordinate dalla Dda di Bologna, nell’ambito dell’inchiesta “Aemilia”. E’ l’eredità che lascia al suo successore, il colonnello Antonino Buda che arriva dall’ufficio criminalità organizzata del comando generale. Anche se chiarisce: «Tutti sono utili e nessuno è indispensabile, quello che conta sono le strutture».

Mentre arrivano i primi messaggi di saluto – come da presidente della provincia Giammaria Manghi che lo ringrazia per i risultati sul fronte criminalità organizzata – fa un bilancio del suo lavoro.

«Sono stato a Reggio Emilia in un momento storico per questo territorio: da una parte per l’azione di prevenzione antimafia fatta dalla prefettura, dall’altra per l'operazione Aemilia coordinata dalla Dda di Bologna. Ora siamo già in un fase successiva, quella dell’accertamento all'interno di un Comune della provincia per infiltrazioni. Il supporto dell’Arma è stato determinante. Ho firmato io l’informativa arrivata al Ministro dell’Interno per l’accesso di una commissione nel Comune di Brescello e di cui fa parte anche un rappresentante dell’Arma. Tutto questo rappresenta un passaggio epocale che va approfondito, anche nel suo aspetto sociologico. A partire dalla consapevolezza che è stata presa che anche questo è un territorio mafioso. E che a Reggio i mafiosi non indossano la lupara e la coppola, ma sono persone dentro la società con situazioni non trasparenti».

Come è il territorio che lascia rispetto a quello che ha trovato?

«C’è ancora molto da fare. L’inchiesta Aemilia ha fornito tanti spunti che vanno approfonditi. Bisogna capire i legami con le criminalità organizzate straniere, come quella cinese e quella albanese. Bisogna indagare sui vuoti lasciati dagli arresti di Aemilia che si colmano rapidamente, per cui è importante decifrare chi potrà subentrare nella gestione degli affari illeciti al posto o per conto della cosca Grande Aracri. Se le decisioni vengono prese qui o in altre regioni d’Italia. Bisogna inoltre affinare la capacità di leggere i nuovi assetti societari delle imprese che tendono a eludere le interdittive antimafia. Perchè spesso usando nomi nuovi gli interdetti continuano a ricoprire incarichi di rilievo. Non sempre le dichiarazioni di intenti si traducono in fatti».

Come ha reagito a tutto questo il tessuto socio-economico reggiano?

«Dove c’è ricchezza ci sono infiltrazioni. Chi afferma “abbiamo sconfitto la mafia”, fa affermazioni utopiche e fasulle. La criminalità è sempre presente. Ma questo è un bel territorio, che reagisce. I segnali sono positivi»

In questi tre anni, gli arresti dell’Arma sono stati 1.300, 12mila le denunce, 100mila i servizi di controlli. Parliamo di sicurezza.

«Questo è un territorio bersagliato anche se non c’è stata una recrudescenza. Siamo aggrediti dall’esterno, oltre che dalla criminalità indigena. La lotta che abbiamo fatto è anche sulla sensibilizzazione, per educare i cittadini a evitare situazione che favoriscono i furti».

Cosa vuole dire alla città prima di andarsene.

«Vedo una bella città che reagisce positivamente a tanto fermento. Forse, mi sarei aspettato maggiori iniziative culturali. C’è la Mediopadana, si può fare di più per valorizzare le iniziative».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google