Croce Verde, vertici confermati
Dopo il recente scontro tra Fondazione e Pubblica Assistenza la scelta dei volontari è stata netta
REGGIO EMILIA. Già all’apertura dell’assemblea della Pubblica Assistenza Croce Verde che si è svolta ieri per il rinnovo del consiglio direttivo per il triennio 2015 - 2018 e l’approvazione del bilancio 2014 le scelte erano praticamente fatte. Se il bilancio 2014 (che ha chiuso con un utile di 148 mila euro) è stato approvato con un voto quasi plebiscitario (185 voti favorevoli, 9 astenuti e solo 4 contrari sui 558 volontari aventi diritto al voto), sul primo punto invece i conti sono stati fatti nel segreto delle urne.
Senza mediazioni, nel confronto diretto tra la lista numero uno guidata dal presidente uscente Guerrino Davoli e dal vice presidente Rolando Landini della Pubblica Assistenza e la seconda lista capitanata dal presidente della Fondazione Massimo Zucchetti. La scelta dei volontari è stata netta ed è caduta sui candidati della prima lista che ha ottenuto 264 voti, mentre la seconda ne ha raccolto 54, con i votanti che sono stati il 58% degli aventi diritto. Il consiglio direttivo riunitisi subito dopo ha poi riconfermato per il prossimo triennio Guerrino Davoli e Rolando Landini rispettivamente presidente e vice presidente.
Che tra i volontari vi fosse voglia di voltare pagina rispetto al trascinarsi di uno scontro tra i vertici della Fondazione Croce Verde e la Pubblica Assistenza per il controllo della Saof, si è avvertito subito. Fin dalla conclusione della relazione del presidente Davoli, a cui sono seguiti ripetuti inviti dei volontari in platea ad andare subito al voto. Quasi a volersi lasciare alle spalle una fase di contrapposizione, che almeno tra i volontari non pare aver creato strascichi e spaccature.
L’unico intervento seguito alla relazione del presidente (nella quale è stato fatto solo un sommario accenno allo scontro tra Pubblica Assistenza e Fondazione) è stato quello di Ivan Lusetti, l’ex presidente di Cir Food e volontario della Croce Verde dal momento del suo pensionamento un anno fa e che nell’ambito della ristrutturazione del contratto di trust per la gestione di Saof è stato nominato presidente delle due società operative.
Un riassetto che ha consentito alla Pubblica Assistenza di avere il controllo diretto della Saof (che quest’anno ha garantito alla Croce Verde un finanziamento di quasi 700mila euro), esautorando la Fondazione. Lusetti con molta pacatezza e determinazione ha sottolineato come i vertici della Fondazione Croce Verde anziché cercare di parlare con Romano Prodi e Graziano Delrio avrebbero fatto meglio a chiarire tra i volontari la situazione, sottolineando come «queste polemiche stiano facendo gravi danni alla Pubblica Assistenza».
Così come è apparso chiaro che era necessario agire, ha aggiunto, «quando si è scoperto che non c’erano i soldi per comprare le divise invernali». Poi Lusetti ha chiuso il suo intervento sottolineando di «essere disponibile a farsi da parte in ogni momento» e rivolgendosi ai vertici della Fondazione, ha aggiunto di aspettarsi venga spiegato quanto accaduto, «perché se non c’è un obbligo giuridico a farlo, c’è quello morale» proponendo di «avviare una riflessone per modificare lo statuto e il regolamento attuale».
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