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LA FATTORIA / I CONSIGLI DEL VETERINARIO

Attenzione alle pulci: a Micio possono provocare gravi infezioni

di OLGA PATTACINI*
Attenzione alle pulci: a Micio possono provocare gravi infezioni

I parassiti infetti possono trasmettere l'Anemia felina, è importante la prevenzione

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Operando i gatti randagi di colonia capita spesso di trovarli pieni di pulci, ma lunedì ho visto una gattina particolarmente infestata dai parassiti, magra, con il pelo brutto e diradato, lesioni da grattamento e soprattutto un colore delle mucose tendente al giallo.
 
Molto probabilmente (ma la certezza diagnostica si ha solo con un esame del sangue), la micia ha l'emobartonellosi, una patologia chiamata anche Anemia Infettiva Felina, dovuta a un microrganismo, Mycoplasma Haemofelis, che parassita i globuli rossi. I gattini possono contrarre la malattia già durante la vita intrauterina o al momento della nascita, ma la via di contagio più frequente è attraverso il morso delle pulci infette.
 
Il Mycoplasma, entrando nel circolo ematico, si fissa alla superficie dei globuli rossi causando un danno tale da determinarne la distruzione nella milza. I primi sintomi possono passare inosservati, soprattutto nei gatti che non possono essere controllati quotidianamente o che non sono molto collaborativi, e sono stanchezza, inappetenza, depressione, febbre, pallore delle mucose, perdita di peso, poi dopo due o tre settimane, magari in concomitanza a un evento stressogeno come parto e allattamento oppure un intervento chirurgico, la situazione precipita.
 
La patologia è particolarmente grave soprattutto nei gatti affetti anche da Leucemia felina, poichè il virus della leucemia impedisce al midollo osseo di rispondere con un'adeguata produzione di globuli rossi, per cui questi sfortunatissimi animali non hanno molte chances di sopravvivenza. Nel caso di soggetti più robusti- e fortunati- può iniziare una fase di guarigione apparente, il gatto sta meglio e anche l'anemia tende a risolversi, ma il mycoplasma è sempre presente, localizzato nella milza, senza mai essere eliminato del tutto.
 
La terapia è basata sull'utilizzo di tetracicline, per almeno tre o quattro settimane, oltre a farmaci di sostegno per aiutare il gatto a superare la fase acuta e -ovviamente - trattamenti contro le pulci. Non esistono vaccini per cui  la prevenzione è basata soprattutto sul controllo delle parassitosi.
 
*Veterinario Ausl

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