L’EVENTO»STASERA IN PIAZZA MARTIRI
REGGIO EMILIA. L’attesa è finita. Questa sera dalle 21.30 (o domani in caso di maltempo) arriva a Reggio in piazza Martiri del 7 Luglio lo show evento di Benny Benassi. Un’occasione da non perdere...
REGGIO EMILIA. L’attesa è finita. Questa sera dalle 21.30 (o domani in caso di maltempo) arriva a Reggio in piazza Martiri del 7 Luglio lo show evento di Benny Benassi. Un’occasione da non perdere per ascoltare e vedere in anteprima – si tratta infatti di uno spettacolo completamente inedito – musica e immagini sulla facciata del teatro Valli dedicate al tema della fragilità della natura e del nostro pianeta. Nonostante gli impegni internazionali, il dj reggiano tra i più affermati del mondo da più di un decennio, rispetta la promessa fatta alla sua città e porta nella sua città il progetto originale realizzato nell’ambito di Fotografia Europea 2015 e intitolato Benny Benassi & One Drop present: Zero - Evolution and Fragility Of The Earth. Sound & Visual Experiment on the Teatro Valli. Reinterpretando le tematiche di Expo 2015 attraverso un'articolata e coinvolgente riflessione sul rapporto tra uomo e natura dal titolo Effetto Terra.
Finalmente i reggiani avranno il privilegio di sentire la tua musica. Ci sarà spazio per pezzi del tuo intero repertorio a partire dagli anni ’90 o ti concentrerai sulle ultime produzioni?
«Lo show sarà un dj set dove proporrò musica nuova di tanti artisti anche emergenti e qualche nostro vecchio brano remixato per l'occasione. La performance sarà fortemente caratterizzata dalla mappatura della facciata del Valli creata da Cesare Dellasalda e Stefano Camurri di Freamdealer comunication e dalle luci di Jerry Romani, il team che mi segue da anni nei tour. Tutti gli effetti che vedrete sono stati creati appositamente sulla facciata del teatro partendo dall'architettura dell'edificio. Questo è stato il motivo che ci ha costretti a rimandare la data e a non poterla fare al coperto o in un altro spazio».
Come è nata l’idea di sostenere il progetto One Drop? Ti senti un ambientalista?
«E’ accaduto quando il mio amico Ezio Burani, reggiano Doc ma ormai newyorchese.è entrato in contatto con l’associazione One Drop e mi ha parlato del loro progetto: portare l'acqua potabile in paesi dove non è facile averla. Ho deciso di sostenere quel progetto e sì. mi sono sentito ambientalista. E in fondo direi che tutti dovremmo fare del nostro meglio meglio per esserlo».
Come sei riuscito ad avere le immagini di Guy Laliberté, storico fondatore del Cirque du Soleil?
«La società fondata da Ezio Burani in America è in contatto con lui. E’ stato questo l’aggancio».
Con questo show hai dichiarato di voler fare un regalo alla tua città. In che senso?
«In realtà vorrei fare un regalo ai miei fan reggiani e a quelli che amano questo tipo di iniziative e di musica. Mi affascina molto l'idea di trasformare per qualche ora la nostra piazza in un festival di musica elettronica …Parlo di regalo perché sosteniamo noi di tasca nostra tutti i costi di noleggio attrezzature e realizzazione dei contenuti sia musicali che grafici. E io non percepisco nessun tipo di cachet».
Che ne è stato del progetto di realizzare sul territorio reggiano una sede dedicata alla musica per i giovani?
«In realtà non c’è nessun progetto che mi vede coinvolto in questo senso. C’era piuttosto un’idea brillante di allestire al Parco Fola uno spazio per i giovani temporaneo dove fare musica, proiettare film e svolgere altre attività culturali. Era un pensiero condiviso da me con alcuni giovani imprenditori di Albinea ma è rimasta solo una bella idea ».
Hai lavorato con artisti come Iggy Pop, Madonna, Gary Go e realizzato remix di brani di un’infinità di personaggi oltre ad avere prodotto pezzi per Madonna, Chris Brown, Mika, Jovanotti. Da Reggio Emilia a Los Angeles. Vome si fa a diventare un top dj?
«E' stato un percorso stupendo che ho condiviso da sempre con Alessandro Benassi, mio cugino, socio e produttore. Abbiamo per molti anni condiviso la casa di famiglia e insieme abbiamo trasformato la cantina di casa in un piccolo studio, spinti dalla voglia di emergere, di fare nuovi esperimenti e mettersi in gioco nel campo della musica elettronica. Io, come dj, avevo un sogno: quello di poter arrivare a suonare a Ibiza con i mostri sacri inglesi come Paul Oakenfold , Carl Cox o Fat Boy Slim che qualche volta venivano in italia. Ci siamo messi insieme abbiamo condiviso i nostri gusti musicali “opposti”, le nostre esperienze e cercato il modo di far convivere due mondi apparentemente molto lontani. Questo è quello che è successo in sintesi. Poi abbiamo iniziato a fare remix e a fare uscire le nostre produzioni,grazie anche all'aiuto della Off limits , realtà reggiana di Larry Pignagnoli, storico produttore dance della nostra città, che ancora oggi aiuta i giovani ad emergere e da li' siamo arrivati a lavorare con gli artisti che citavi prima. Abbiamo poi organizzato periodi in studio a Los Angeles, New York e Londra con melodisti, musicisti e artisti.Una bellissima esperienza che ci ha fatto crescere molto e ci ha insegnato a fare sempre più squadra».
Come è cambiata negli anni la figura del dj?
«La figura del dj è cambiata tanto e forse fin troppo ultimamente… Ma mi piace pensare di avere contribuito un po’ a questo cambiamento. Alla fine era un bel sogno da cui non mi sono ancora svegliato». (c.p.)
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