Morto a 61 anni l’ex bancario Giuliano Cavazzoni
GUASTALLA. La comunità di Pieve ieri mattina si è stretta intorno ai familiari di Giuliano Cavazzoni, il bancario da poco in pensione che è morto all’età di 61 anni a seguito di una malattia. Tante...
GUASTALLA. La comunità di Pieve ieri mattina si è stretta intorno ai familiari di Giuliano Cavazzoni, il bancario da poco in pensione che è morto all’età di 61 anni a seguito di una malattia. Tante le persone che hanno partecipato ai funerali in basilica, che sono stati concelebrati dal parroco don Gianni Repetti assieme ad altri quattro sacerdoti.
Cavazzoni, che aveva lavorato per il Banco San Geminiano e San Prospero sino alla fine del 2013, lascia i figli Andrea, presidente provinciale dell’Azione Cattolica diocesana, e Daniele, la madre Neve e il fratello Fernando, oltre alle nuore e i nipoti.
Il 61enne era nato e cresciuto nella frazione di Pieve, dove partecipava alla vita parrocchiale ed era stato anche un genitore accompagnatore della società sportiva di calcio Saturno. Da quando era andato in pensione si era trasferito in Liguria, nelle Cinque Terre che amava tanto. Poco tempo fa l’uomo ha scoperto di essere malato ed è tornato a Guastalla per curarsi.
Al termine della cerimonia funebre don Alberto Nicelli, vicario generale della diocesi, ha portato le condoglianze del vescovo Massimo Camisasca ai familiari. Don Alberto ha anche ricordato l’impegno di Giuliano Cavazzoni per l’archivio diocesano, dove si recava ogni settimana per dare una mano. Il 61enne era anche un volontario dell’Avis.
Ai funerali hanno partecipato tanti colleghi di lavoro di Cavazzoni, che aveva lavorato a lungo a Guastalla, a Viadana, nel Parmense e in tante filiali reggiane.
«Diciamo addio ad una gran bella persona – hanno detto alcuni di loro – sempre di buon umore, che ci ha dato tanto dal punto di vista umano e professionale, dato che ha insegnato a tre generazioni di bancari. A noi che lo conoscevamo bene non aveva voluto dire nulla della malattia perché non voleva farci soffrire. Per noi è una grande perdita».
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