Gazzetta di Reggio

Reggio

Famiglia sfrattata occupa il municipio e pretende una casa

Mauro Pinotti
Famiglia sfrattata occupa il municipio e pretende una casa

Un operaio di 48 anni, insieme a moglie e tre figli, da martedì si è sistemato al primo piano della sede provvisoria del Comune di Guastalla: "Dateci un alloggio o non ce ne andiamo da qui"

3 MINUTI DI LETTURA





GUASTALLA. «Non ce ne andremo da qui fino a quando il Comune non ci darà una casa». Da martedì 30 giugno una famiglia di origine egiziana, ma residente da anni a Guastalla, ha occupato uno spazio del corridoio tra l’Agenzia delle Entrate e gli uffici del Comune, al primo piano della sede municipale provvisoria di via Castagnoli 7. Si tratta di un nucleo familiare composto da cinque persone: padre, madre e tre figli di 15, 12 e 7 anni.

Nagi El Sayed, nativo di Menia (Egitto), operaio di 48 anni, ha messo in atto questa sua clamorosa protesta nel tentativo di ottenere un alloggio popolare dall’amministrazione comunale, messa in difficoltà dall’azione dell’uomo. Il sindaco Camilla Verona e il vicesindaco Ivan Pavesi hanno provato a discutere con marito e moglie ma non c’è stato verso. E in più non possono nemmeno mandarli via.

Nagi con la moglie e i tre figli, hanno passato la notte in Comune e l’amministrazione è stata costretta a chiamare in servizio straordinario, a turno, due agenti di polizia municipale perché la vicina Agenzia delle Entrate ha dati sensibili e il Comune non poteva essere chiuso per non incorrere nel reato di sequestro di persona.

La famiglia di El Sayed abitava in via Falcone e Borsellino, in un appartamento in affitto costruito dall’impresa Pradella che poi è fallita e le banche per rientrare dai crediti e prendere possesso degli immobili, hanno dovuto sfrattare tutte le famiglie che vivevano con contratto di locazione nei vari appartamenti tra cui appunto quella del 48enne.

[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:foto-e-video:1.11707869:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/foto-e-video/2015/07/01/fotogalleria/una-famiglia-occupa-il-municipio-di-guastalla-1.11707869]]

Per un po’ di tempo Nagi con la moglie e i tre figli, sono stati ospitati in un agriturismo di Luzzara il cui titolare si è prodigato ad aiutare la famiglia, anche accompagnando di persona i figli di Nagi a scuola. Col passare dei giorni, però, qualcosa non ha funzionato nei rapporti tra il titolare dell’agriturismo e il capofamiglia, che si è lamentato per la qualità dei pasti che gli venivano somministrati. Così, martedì, Nagi con la moglie e i tre figli si è recato in municipio a Guastalla andandosi a sistemare nell’atrio al primo piano.

Il vicesindaco Ivan Pavesi, per cercare di andare incontro alle richieste di Nagi El Sayed ha contattato numerose agenzie immobiliari per trovare una casa adatta in grado di ospitare un nucleo familiare di cinque persone: «Per cercare di risolvere la situazione – ha detto Pavesi – ci ho messo impegno e anche la mia faccia ma non posso continuare a fare brutte figure. Avevo trovato una casa a Codisotto, in affitto, ma non gli andava bene. Hanno rifiutato. Non è facile trovare proprietari di case disposte ad affittare senza avere garanzie. Gli avevo detto che avrebbe potuto usufruire di contributi regionali: quattro mensilità di anticipo e poi 100 euro come contributo affitto per 6 mesi. Niente da fare».

Il sindaco Camilla Verona è preoccupata per l’anomala situazione: «E’ una vicenda paradossale – ha esordito – Nagi El Sayed tra l’altro, non ha diritto ad avere un alloggio popolare perché ha un reddito. E io, in qualità di sindaco, non posso ignorare le leggi e concedere una casa comunale a persone che non hanno i requisiti necessari».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google