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Una targa per l’antinazismo a Villa Triglia

Una targa per l’antinazismo a Villa Triglia

San Polo: lì sono state raccolte lettere del pastore luterano Bonhoeffer che tentò di uccidere Hitler

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SAN POLO. La grande storia è tornata a San Polo, e precisamente a Villa Triglia – requisita dai nazisti nel 1944 a Meuccio Ruini, l’allora proprietario e padre costituente – con il convegno “Dietrich Bonhoeffer ed Eberhard Bethge, i teologi che si schierarono contro Hitler e il nazismo”.

Nato nel 1906 da una famiglia dell’alta borghesia tedesca, Dietrich Bonhoeffer ha segnato profondamente il pensiero di questo secolo, non solo grazie ad alcune intuizioni teologiche originalissime, ma anche perché fu uno dei pochi pastori della chiesa luterana a opporsi apertamente al regime di Hitler, partecipando alla congiura nel gruppo del generale Canaris. Fu per questo giustiziato nel campo di concentramento di Flossenbürg all’alba del 9 aprile 1945.

A Villa Triglia l’amico Eberhard Bethge, soldato semplice dell’esercito tedesco, riceveva le importanti lettere filosofiche di Bonhoeffer, riuscendo a salvarle, e a pubblicarle nel libro “Resistenza e resa”.

Chi passa lungo via Fratta per raggiungere Grassano e Canossa, ora potrà leggere la storia della villa sulla targa che è stata inaugurata sabato dopo la benedizione di don Giuseppe Dossetti.

«Sono stato il primo a segnalare l’importanza storica di questo luogo – ha detto Antonio Zambonelli, coordinatore del convegno – ed è molto bella l’idea di fare in modo che la storia di un luogo sia leggibile sul territorio stesso. Ora Villa Triglia sarà un luogo della memoria, assieme ad altri luoghi rappresentativi della nostra comunità».

«Quando Bonhoeffer seppe che l’amico Bethge era stato trasferito a San Polo, vicino a Canossa, – ha ricordato Albertina Soliani – gli scrisse: “L’atmosfera storica è molto interessante, l’immagine di Enrico IV nel gennaio 1077 resta incancellabile. A scuola abbiamo imparato a considerare i grandi conflitti come calamità, in realtà in essi si nasconde l’origine di quella libertà spiriturale che ha fatto grande l’Europa”. Oggi più che mai abbiamo bisogno di Europa – ha aggiunto la neopresidente dell’Istituto Cervi – e la libertà spirituale è la più grande conquista della storia. Bonhoeffer è molto attuale quando scrive: “Per chi è responsabile, la domanda ultima non è come me la cavo in quest’affare ma quale potrà essere la vita delle generazione che viene”. E la responsabilità dell’Europa rispetto ad altre aree del mondo è grande».

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