Due testimoni: «Le denunce? Per lui erano solo stupidate»
CORREGGIO. In avvio di udienza la prima a parlare, come testimone, è Franca Giacobazzi. Non è facile per lei ripercorrere i grossi problemi avuti con l’ex marito che più volte l’avevano spinta sino...
CORREGGIO. In avvio di udienza la prima a parlare, come testimone, è Franca Giacobazzi. Non è facile per lei ripercorrere i grossi problemi avuti con l’ex marito che più volte l’avevano spinta sino in caserma, perché voleva denunciare quell’uomo.
«Ma Cesi minimizzava sempre – spiega – e non prese mai le denunce, diceva che conosceva i familiari e ci avrebbe pensato lui. Per lui erano screzi di poca importanza, l’ultima volta mi disse di non disturbarlo più. Invece ho subìto non poco dal mio ex marito: minacce, botte, voleva che firmassi cose assurde per il divorzio che mi avrebbero cambiato la vita. Ma Cesi mi intimoriva molto, conoscevo la sua importanza a Correggio e temevo che quelle denunce si ripercuotessero su di me».
Invece Elena Bigi ha raccontato dei problemi con la sua vicina di casa indiana («Si era convinta che avessi una relazione con il suo compagno e mi perseguitava») che il 2 novembre la spinsero fino in caserma. «Cesi, in borghese, arrivò in sala d’attesa, disse che conosceva quella donna, che non aveva tempo per queste cazzate e che il giorno dopo sarebbe andato in ferie. Non mi ascoltava e se ne andò sbattendo la porta. Uscii piangendo dalla caserma». Il giorno dopo la 46enne andrà in questura per denunciare i problemi con la vicina e il comportamento di Cesi. In un secondo momento sarà convinta a tralasciare, in denuncia, proprio il secondo aspetto. Per questa vicenda sono indagati due poliziotti.
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