L'edicolante svaligiato: «È il colpo di grazia, ora chiudo l’attività»
Lo sconforto del titolare: «Grazie a quei bravi ragazzi, qualcun altro invece si è girato dall’altra parte»
REGGIO EMILIA. «Sono bravi ragazzi. Li conosco. Vengono sempre qui. Ho già detto loro che hanno una colazione pagata al bar. E’ il minimo. Li ringrazio. Forse qualcun altro si è girato dall’altra parte. Io, invece, adesso ho deciso di chiudere. Non posso più andare avanti così...».
Marco F. è il titolare dell’edicola di via Tiepolo. Il giorno dopo l’incursione dei ladri è il giorno della conta dei danni. E sono tanti. Troppi. Pioggia che cade sul bagnato. Perché avere una attività è diventato tutt’altro che facile, negli ultimi tempi. E ora, il passaggio dei ladri non ha fatto che peggiorare le cose.
«Almeno 3mila euro di danni. Ma forse molto di più. Quello che non hanno portato via, lo hanno rotto, calpestandolo. Avevo una scatola di occhiali e li hanno distrutti. Mi hanno portato via quelle scatole con dentro le bustine. Non ci si guadagna molto, ma sono almeno 50 euro l’una. Hanno preso di tutto. A loro è andato bene tutto quello che hanno trovato...» racconta non senza fatica.
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E non è solo la conta dei danni che spaventa. «Ormai ho deciso: chiudo. Le cose non vanno bene, siamo ammazzati dalle tasse. Basta pensare che il Comune per l’occupazione del suolo pubblico all’inizio voleva 190 euro, ora sono 270. Senza contare i danni che ci provoca la mancanza di cura del verde pubblico: le radici degli alberi ci spaccano tutto. Il furto è il colpo di grazie. Perchè l’assicurazione non ho più potuto pagarla. E quindi il danno è tutto sulle mie spalle» rivela con la voce rotta da una commozione che è sempre più difficile da trattenere. E per questo, con pudore, si scusa.
«Con le ore che ci passo qui dentro, in fabbrica ci guadagnerei doppio. Ma sono davvero demoralizzato e stanco. A 51 anni, con 35 anni di edilizia alle spalle, provate a immaginare come mi sento...» conclude. (el.pe)
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