Edilizia sociale, un piano con opere da 200mila euro
Albinea: sarà bonificata l’area dell’ex allevemento suinicolo di Ca’ Solferino A Botteghe una villa sarà abbattuta: al suo posto sei case a prezzi contenuti
ALBINEA. Oltre 200 mila euro per favorire rigenerazione e riqualificazione del territorio albinetano. Lunedì il consiglio comunale ha approvato all’unanimità la variante 8 del piano regolatore generale e il piano per un nuovo intervento Peep di edilizia popolare, che prevede fra l’altro alcuni accordi pubblico- privati. In grado, spiega l’amministrazione, di portare «oltre 200 mila euro alla comunità albinetana sotto forma di contributo alla realizzazione di future opere pubbliche di cui beneficeranno tutti i cittadini». Si lavora per ridurre e gestire l’esistente. «Di norma si ricorre alle varianti per aggiungere; noi stiamo lavorando per limitare il consumo di suolo, ridurre le nuove previsioni urbanistiche allo stretto necessario, trasformare e recuperare l'esistente», spiega il sindaco Nico Giberti. «L'unanimità del voto è una grande soddisfazione, frutto di un lavoro collettivo e dell'alta qualità di progettazione dei professionisti coinvolti». I provvedimenti previsti sono diversi. L'azienda agricola il Groppo a Ca’ Solferino, allevamento suinicolo in dismissione, bonificherà oltre 5 mila metri quadrati di vecchi capannoni coperti con amianto, oltre ai depositi di liquame a fianco. Il risultato sarà poi l’arrivo di «soltanto 2 nuove abitazioni, che andranno a sommarsi alle due esistenti». Così «ogni nucleo familiare avrà a disposizione 40mila metri di terreno agricolo per impostare un'attività agricola secondaria in un contesto paesaggistico e ambientale di altissima qualità come Ca’ Solferino».
Un altro intervento coinvolge la villa prima della zona artigianale di Botteghe, lungo la via per Puianello: edificio sinora vincolato come bene storico. E’ emerso che la concessione edilizia è del 1967, e che per la sua costruzione è stato usato anche un prodotto recente: il cemento armato. Il vincolo è stato quindi eliminato nella variante. La villa sarà demolita e, assieme a «un rustico della stessa area già residenziale, consentirà di realizzare 6 unità inserite mimeticamente nella pedecollina». Non 6 normali residenze, ma un progetto di social housing, un’edilizia sociale di qualità con prezzi comunque calmierati, di solito basati sugli stipendi degli inquilini. Secondo l’amministrazione, ci saranno «costi accessibili, ma con grande investimento sulla qualità degli edifici e degli spazi condivisi, per migliorare il benessere del vivere e dell'abitare». Una risposta per i «giovani nuclei familiari che oggi più faticano a trovare nel territorio comunale alloggi adatti alle loro esigenze e alla loro capacità di spesa».
Roberta Ibattici, capogruppo di maggioranza: «E’ un progetto all'avanguardia: offerta variegata di tipologie abitative, grande presenza di verde, area adiacente a parco pubblico, alto livello di integrazione con la viabilità, accessibilità ai servizi, forte efficienza energetica e basso impatto ambientale, attenzione agli spazi collettivi, scelta di materiali di qualità». (adr.ar.)
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