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In una tesi di laurea il Museo storico delle Officine Reggiane

In una tesi di laurea il Museo storico delle Officine Reggiane

Unibo, Maria Teresa Foschi e Silvia Raggini discutono con il professor Boeri il lavoro imperniato su tre punti: conservare, aggiornare, integrare

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REGGIO EMILIA. "Metamorfosi di una fabbrica lndoor Environmental Quality nella riqualificazione di un settore delle ex Officine Reggiane" è il titolo della tesi di laurea discussa da Maria Teresa Foschi e Silvia Raggini all'università di Bologna sotto la guida del professor Andrea Boeri, architetto reggiano e direttore el Dipartimento di Architettura. [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.11718433:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.11718433:1649487653/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

Il progetto di recupero.

La tesi di laurea  si misura  con  il tema  sempre  più  centrale  del recupero  delle aree industriali  dismesse, attraverso  un progetto  di riqualificazione di un settore delle ex Officine Meccaniche  Reggiane; comparto produttivo dismesso dal 2009,  dopo oltre un secolo di febbrile  attività. L'ex  stabilimento  oggi  offre alla città  un'importante opportunità di rigenerazione urbana, rendendo disponibile  una superficie  complessiva di 260.000 m2 all'interno del tessuto urbano esistente.

L'ambito di intervento è costituito dal blocco 15 B, situato nella parte sud dell'area, a ridosso  del tracciato  ferroviario, e dagli  spazi aperti ad esso adiacenti, aventi un'estensione di circa due ettari. Al fine di preservare il valore identitario del luogo, e al contempo restituirlo alla comunità, è stata proposta  una riconversione a fini espositivi di tali spazi,  tramite l'inserimento del museo storico delle  “Officine Reggiane". [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:foto-e-video:1.11722393:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/foto-e-video/2015/07/04/fotogalleria/la-tesi-di-laurea-cosi-ci-immaginiamo-il-museo-delle-ex-reggiane-1.11722393]]

La metamorfosi delle vecchie strutture industriali parte dal confronto con i caratteri  peculiari del  comparto,  insieme ad  un'attenta valutazione degli aspetti energetico-ambientali, mirata alla definizionedi una soluzione architettonica sostenibile ed efficiente.

Il progetto sviluppato secondo tali criteri si articola in tre strategie: Conservare, Aggiornare, Integrare, che ne rappresentano i principi  cardine e descrivono le azioni intraprese circa  la preesistenza, l'involucro tecnologico e i nuovi volumi introdotti per ospitare attività e servizi, in base a quanto richiesto dal mutato  programma funzionale.

In particolare, il museo si compone  di un vasto spazio espositivo a tutta altezza, attorno al quale si snoda  un percorso  in quota, che offre al visitatore la possibilità di cogliere a tutto tondo la spazialità dell'edificio e la plasticità degli oggetti esposti. [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.11722403:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.11722403:1649487652/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

Parte preponderante del progetto è stata  rivolta allo studio delle condizioni di comfort  indoor di questo  volume di  80.000  m3, con l'obiettivo di garantirne il raggiungimento unicamente tramite sistemi passivi.  L'analisi,  effettuata  mediante un software di simulazione fluidodinamica (IES-VE), ha permesso di individuare la soluzione tecnologica più adeguata e di verificarne il comportamento in regime estivo  ed  invernale:  ne  risulta che la coibentazione dell'involucro unitamente alla distribuzione disomogenea delle aperture in facci ata, consente di innescare un processo di ventilazione naturale all'interno, sfruttato   per  mantenere   temperature  ottimali  durante tutto l'arco annuale. 

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Tale strumento  di valutazione si è rivelato efficace in fase di definizione per il controllo dei parametri   di   benessere (velocità dell'aria,  temperatura   e livelli di comfort percepiti), consentendodi ottenere  idonee condizioni  termiche senza l'introduzione  di sistemi di climatizzazione convenzionale.

Le studentesse si sono avvalse della documentazione fornita dall'Archivio Digitale Reggiane dell'Università di Modena e Reggio, curato da Adriano e Paolo Riatti

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