Gazzetta di Reggio

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Le svaligiano la casa mentre è al mare

di Enrico Lorenzo Tidona
Le svaligiano la casa mentre è al mare

Maxi bottino ai danni della vedova dell’oncologo Giorgio Becchi. Sparite pellicce, cappotti, orologi e gioielli di grande valore

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REGGIO EMILIA. Una vacanza al mare, come tante, poi il rientro nell’amata casa dove ad attenderla c’è il disastro. Cassetti aperti, quadri a terra e i ricordi di una vita spariti per sempre. Un colpo durissimo per Aurelia Panciroli, proprietaria della casa al civico 7 di via Telesio, zona abitata dalla borghesia di Reggio, letteralmente saccheggiata dai ladri che sono scappati con un bottino da decine di migliaia di euro.

Spariti i gioielli, le pellicce, addirittura i vestiti scelti con cura dagli armadi. Ad attenderla al suo ritorno, mercoledì pomeriggio, c’erano solo le stoviglie a terra e un caos infernale. «Non ho più niente - dice la donna infuriata tra le lacrime - qui dentro hanno fatto la malora».

I ladri sono riusciti a scardinare i balconi esterni che danno sulla via principale, ad aprire poi le grandi inferriate poste a difesa dell’abitazione, per forzare infine la portafinestra del salotto. Da lì in poi hanno setacciato palmo a palmo l’abitazione, senza destare alcun sospetto, svignandosela poi con un mucchio di refurtiva di grande valore sia economico che, come sempre in questi casi, di grande valore affettivo.

«Ero a Gabicce ma non stavo molto bene, quindi ho deciso di tornare a Reggio» racconta Panciroli, vedova dell’ex oncologo dell’ospedale Giorgio Becchi, deceduto sei anni fa.

«Sono spesso fuori ma anche in questo caso c’era una mia vicina che veniva a dare da bere alle piante. Non so se siano arrivati con un furgone vista la mole di cose che hanno rubato ma una cosa è certa: mi hanno portato via la tranquillità. Adesso ho paura. Non è possibile che casa tua e la tua vita vengano violati a questo modo, non è giusto». I ladri, secondo la ricostruzione della proprietaria di casa, sapevano bene cosa cercare.

«Mi hanno portato via tre pellicce di grande valore, sette cappotti, addirittura due vestiti di Max Mara - racconta - Si sono portati via addirittura gli attaccapanni. Alcuni indumenti li hanno lasciati sul letto e abbiamo trovato dei capelli, come se li avessero provati senza ritenerli però di grande valore». I gioielli erano stati riposti dalla donna prima della sua partenza nella cassaforte, che è stata trovata aperta.

«Hanno spostato il quadro, trovato la cassaforte e anche la chiave - dice - dentro c’erano degli orologi: solo lo Chopard valeva 5mila euro, poi c’era anche un Cartier. Si sono presi anche i miei orecchini di perle e una collana di Tiffany. Mi hanno completamente ripulito la casa. Una banda di professionisti». [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:site:1.11721482:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.11721482:1649488788/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

La perizia con la quale hanno agito, infatti, lascia sgomenti. I quadri alle pareti sono stati tutti quanti incisi sul retro. Addirittura la cassetta dello scarico del water è stata smontata, così come la cassetta degli aghi e del filo da cucire è stata rovistata a fondo. «Hanno guardato ovunque, in ogni posto che secondo loro poteva essere utilizzato come nascondiglio. Mi sono trovata tutta la cristalleria sul pavimento ma nemmeno un bicchiere rotto. Quando sono tornata a casa sono svenuta. Il signore che mi stava accompagnando a casa ha chiamato la polizia e adesso ho fatto denuncia ai carabinieri. La cosa che mi fa più rabbia sono i ricordi che mi legavano a mio marito. Quei regali che mi aveva fatto in vita e che ora non ho più con me».

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