Coca, arrestato mentre la moglie partorisce
La donna, con in braccio il neonato, piomba in tribunale ed è colta da malore durante il processo
REGGIO EMILIA. Per una coppia l’arrivo di un figlio è uno dei momenti più belli. Non è stato certamente così per una famiglia ghanese, per colpa del padre del nascituro che è stato arrestato giovedì sera per spaccio, proprio mentre la moglie stava partorendo in ospedale.
Lui però non è al Santa Maria, visto che la squadra mobile l’ha trovato in casa, cioè in quel palazzo di via Emilia all’Angelo in cui il 36enne Saku Gariba incontrava ormai da più giorni persone sempre diverse, innescando i sospetti (subito segnalati alla questura) non solo di chi vive nel condominio, ma anche di chi risiede in zona. Nell’appartamento – nascoste in un armadio – i poliziotti hanno rinvenuto 9 dosi di cocaina già confezionate (per un peso complessivo di 10 grammi), oltre al materiale per il confezionamento della “polvere bianca” e 1.965 euro in contanti. Per la moglie deve essere stato un autentico shock sapere poi, in ospedale, del marito finito in cella e ieri mattina – cioè a circa 12 ore dal parto – non ci ha pensato due volte a piombare in tribunale con in braccio il figlio appena nato, accompagnata da alcuni familiari. Vuole vedere il marito, capire meglio cos’è accaduto, ma non può entrare (il processo per direttissima è a porte chiuse) e pian piano paga lo sforzo fatto a così poco tempo dal parto. Un familiare afferra velocemente il neonato, mentre lei si sdraia sul pavimento del corridoio – al primo piano del palazzo di giustizia – nei pressi dell’aula in cui si sta tenendo il processo. Si tiene il ventre, piange, si contorce per il dolore. Qualcuno cerca di aiutarla e non sono attimi facili, anche se poi la donna si riprenderà. Purtroppo il tribunale è spesso “teatro” della più nera disperazione, ma la giustizia deve fare il suo corso. Com’è accaduto ieri, perché dentro l’aula il marito spacciatore confessa e, assistito dall’avvocato difensore Alessandro Conti, viene giudicato con rito abbreviato (quindi con sconto di pena di un terzo). Il giudice Dario De Luca condannerà il 36enne a 2 anni e 2 mesi e 20 giorni di reclusione, disponendo inoltre il divieto di dimora nel comune di Reggio. Del resto Gariba ha diversi precedenti per spaccio di stupefacenti e la mano del giudice non poteva essere leggera. Per gli errori del marito, ora la famiglia è divisa.(t.s.)
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