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QUATTRO CASTELLA

Cromo nei pozzi, il comitato per la salute: «Siamo punto e a capo»

Cromo nei pozzi, il comitato per la salute: «Siamo punto e a capo»

Secondo l’associazione di cittadine «Il livello è quello del 2010». Il sindaco: «Il problema resta solo nel pozzo originario, negli altri non passa»

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QUATTRO CASTELLA. «Siamo da capo». È così che il comitato per la difesa della salute dal cromo esavalente commenta quanto emerso, durante l’ultimo consiglio comunale, sulla situazione dei pozzi a Boschi di Puianello.

«A seguito di un’interpellanza di “Sinistra unita Quattro Castella Bene Comune” – spiegano i coordinatori del comitato – il sindaco ha dichiarato pronto il progetto esecutivo del secondo stralcio dei lavori di bonifica, ma ha rivelato anche che a seguito di campionamenti eseguiti è stata riscontrata una concentrazione di cromo esavalente di circa 5mila microgrammi su litro. In pratica gli stessi livelli del 2010, quando l’acqua color verde luminoso è fuoriuscita dal pozzo della famiglia Grassi. Dal sequestro del pozzo nel 2012 – proseguono – le chiavi non sono più in mano ai proprietari ma alle istituzioni ed è dunque divenuta non solo risibile ma persino diffamatoria (se già non lo era prima) l’eventualità che il cromo possa essere immesso dall’alto, visto che pare riprodursi. Durante questi anni i cittadini hanno continuato a fare domande, preoccupandosi per la propria salute, ma non hanno ancora avuto risposte. La perizia tecnica richiesta al momento del sequestro del pozzo è stata depositata, ma evidentemente i risultati non sono stati ritenuti abbastanza significativi per procedere ad ulteriori verifiche. E i tempi della prescrizione galoppan. Sarebbe troppo facile – concludono – criticare oggi chi in passato, davanti a un inquinamento ambientale così pervasivo, ha fatto scelte sbagliate e per tranquillizzare i residenti ha sminuito questa grave situazione. Chiediamo invece ancora una volta verità, chiarezza e giustizia».

«Il Comune – risponde il sindaco – ha operato con Arpa e Usl sostituendosi ai proprietari privati del pozzo per evitare che fossero loro a pagare gli elevati costi della bonifica. Il primo stralcio é stato fondamentale: abbiamo perforato 6 pozzi intorno a quello esistente, fatto ripetute analisi e capito il problema. Abbiamo creato una rete sentinella di pozzi che monitoriamo continuamente, e periodicamente immettiamo solfato ferroso per ridurre il cromo nell’unico pozzo inquinato. Ciò ha consentito di annullare l’iniziale ordinanza che bloccava i pozzi di oltre 500 famiglie. Le attuali analisi – conclude – confermano che l’inquinamento é solo in quel pozzo, che in assenza di immissione di ferro i livelli ritornano oltre i limiti di legge, ma che l’acqua di quel pozzo non si muove e tutti i pozzi del quartiere alla stessa profondità non presentano alcuna traccia di cromo. Nei prossimi giorni saremo in Regione per ottenere il finanziamento per il secondo stralcio il cui progetto sarà illustrato martedì al tavolo tecnico eche in poche settimane sarà concluso». (m.r.)

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