«Puntiamo a far nascere l’imprenditoria giovanile»
REGGIO EMILIA. «I contenuti del protocollo - dice Claudia Piva, segretaria regionale di Slow Food - sono in linea con la nostra battaglia per un'agricoltura di prossimità. Finalmente riscontriamo un...
REGGIO EMILIA. «I contenuti del protocollo - dice Claudia Piva, segretaria regionale di Slow Food - sono in linea con la nostra battaglia per un'agricoltura di prossimità. Finalmente riscontriamo un impegno concreto per l'attuazione di questi obiettivi. Si devono creare le condizioni perchè i giovani restino in campagna».
«L'accordo - sottolinea il sindaco Luca Vecchi - viene coerentemente firmato nell'anno dell'Expo, che ha per tema il cibo necessario per nutrire il pianeta. Spesso parliamo dell'esposizione universale in termini di potenziali visitatori del territorio reggiano. Se ne deve discutere, invece, anche in funzione di una nuova idea di sviluppo e politica territoriale, che guardi al futuro senza dimenticare le nostre radici, saldando il rapporto fra tradizione e innovazione. L'agricoltura è una ricchezza su cui fare leva, un fattore di sviluppo». Reggio è, finora, il primo e unico comune che ha promosso la riconversione agricola. «Siamo - spiega il sindaco - un laboratorio per la valorizzazione del suolo in campo agricolo. Si chiude definitivamente una fase edilizia espansiva».
«Speriamo - commenta Simona Caselli, assessore regionale all'agricoltura - che l'esempio sia seguito dagli altri comuni, a incominiciare da quelli reggiani. Avendo lavorato per tanti anni in questa città, ho fiducia nella vostra capacità di fare le cose non solo sulla carta, ma nella realtà. E' un buon inizio la mappatura accurata delle aziende agricole e dei terreni, eseguita dall'assessorato di Pratissoli. E' una progettazione molto seria finalizzata a rigenerare la città, riportare i giovani alla terra e favorire una produzione di qualità».
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