Il fiume Po è in secca, il porto di Boretto invaso dalla sabbia
Il pontile non è accessibile e le barche sono arenate. Catellani (Infrastrutture fluviali): «Situazione drammatica»
BORETTO. E’ arrivato luglio, e come in ogni estate che si rispetti anche quest’anno non mancano caldo e siccità. Tutto normale, visto il periodo, anche se la scarsità di piogge inizia a creare qualche problema al fiume Po. Basta osservare quanto sta avvenendo al lido di Boretto, dove il pontile Giudecca è preda della sabbia che si è depositata e, complice il basso livello del fiume, ha messo in secca alcune barche da diporto, come se fossero posizionate su una spiaggia. Questa lingua di sabbia lunga alcuni metri si forma ormai da diversi anni e in alcuni periodi dell’anno impedisce l’attracco al pontile della motonave Stradivari, che in questi casi si “appoggia” al poco distante porto di Viadana.
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Ma per quale ragione il problema torna a ripresentarsi, puntuale, quasi ogni anno?
Il punto è che il canale navigabile del fiume tende verso la sponda sinistra e che la zona antistante il pontile è zona di deposito litoideo sin dagli anni Trenta del secolo scorso, e destinata ad accumulare sabbia. A quasi 13 anni dall’inaugurazione del pontile è lecito chiedersi se, nello studio della sua collocazione, si sia tenuto conto di questi aspetti.
Nel pomeriggio di ieri l’idrometro segnava meno 3 metri e 22 centimetri sotto lo zero idrometrico (con una portata inferiore ai 400 metri cubi al secondo), un dato che fa della secca attuale la quinta peggiore degli ultimi 40 anni. Un dato accompagnato da una ricorrenza curiosa: anche il 4 luglio del 2005, l'anno della secca record (-4,46) il Po a Boretto segnava lo stesso livello.
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A far sperare che la situazione non precipiti contribuisce anche l’aiuto in arrivo dai laghi: in base a un accordo, infatti, quando la portata dei fiumi si abbassa oltre una certa soglia, l’Ente regolatore dei laghi è tenuto a rilasciare acqua in soccorso del Po e dei suoi affluenti. Nel caso specifico, è stato stabilito di mantenere la portata del Po non inferiore ai 350 metri cubi d’acqua al secondo per impedire che l’acqua diventi troppo salata, con conseguente danno per le coltivazioni. «La situazione è drammatica – commenta Zelindo Catellani, presidente di Infrastrutture Fluviali, che gestisce i pontili lungo il tratto reggiano del fiume – e non ci sono soluzioni attuabili nell’immediato. Per movimentare quella sabbia servirebbero diverse migliaia di euro, per non parlare di un eventuale spostamento del pontile. Per quanto ci riguarda abbiamo proceduto, l’anno scorso, a una manutenzione di piccola entità, in base alle nostre risorse. Fa rabbia perché siamo al cospetto di un porto regionale: questo problema esiste non solo a Boretto, servirebbe un intervento di sistema. La secca? Ci stiamo avvicinando ai livelli del 2003, anche se le previsioni non sembrano catastrofiche».
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E pensare che, poco più di sette mesi fa, a novembre dello scorso anno, si era in piena emergenza, con il Po che ha raggiunto gli 8,18 metri sullo zero idrometrico, creando ansia tra le popolazioni rivierasche e invadendo anche le golene chiuse.
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