Reggio insiste sul Mire: il 15 summit in Provincia
Sindaco, presidente della Provincia e direttrice dell’Azienda ospedaliera in coro: «Si va avanti con il progetto». Ma resta l’incognita dei soldi che mancano
REGGIO EMILIA. Continua a essere in salita l’ancora lungo percorso (intrapreso nel 2011) per la realizzazione dell’ospedale della donna della donna e del bambino. Un progetto ambizioso che ha visto nel febbraio scorso l’approvazione del progetto preliminare da parte della Regione (e il conseguente sblocco del finanziamento deliberati dalla precedente Giunta Errani). Il secondo passo arriverà il 15 luglio quando il progetto sarà sottoposto alla prima discussione ufficiale all’interno della Conferenza sanitaria provinciale, con Comuni, Provincia, Azienda Ospedaliera e Ausl che saranno chiamati a definire i programmi e le priorità per la sanità reggiana per i prossimi anni.
Un passaggio fondamentale per diradare i dubbi che hanno aleggiato sul Mire fin dalla sua nascita, tenuto conto che la sanità sta vivendo - e sarà così anche in futuro - una fase di forte contrazione di risorse.
La futura realizzazione del Mire è stata ieri il filo rosso attorno al quale ha ruotato l’inaugurazione alla stazione Mediopadana dell’istallazione della mostra “Novanta artisti per una bandiera”, il progetto voluto dall’Onlus Curare per sostenere e raccogliere fondi a favore del Mire.
Sia il sindaco di Reggio Luca Vecchi, il presidente della Provincia Giammaria Manghi, il direttore sanitario del Santa Maria Nuova Antonella Messori e la presidente di Curare Deanna Ferretti Veroni hanno sostenuto che il progetto va realizzato, ma nessuno (e forse non era la sede opportuna), ha però affrontato il nodo vero attorno al quale ruota il futuro del Mire.
Ovvero quello dei finanziamenti che ancora mancano all’appello e che necessari per la realizzazione dell’operata . E per la quale non basterà “l’impegno, la buona volontà e la testardaggine” che tutti hanno riconosciuto a Deanna Ferretti nel perseguire questo progetto.
«Un’opera che - ha detto il presidente della Provincia Manghi - ora dispone dei fondi della Regione (14 milioni, trovati nelle pieghe dell’ultimo bilancio della giunta Errani dal predecessore di Venturi, il reggiano Carlo Lusenti, ndr) e da lì si partirà con l’intento di realizzarla secondo il progetto esecutivo».
Una precisazione, quella del numero uno di Palazzo Allende, che sembra voler stoppare la cosiddetta “ipotesi B”, ovvero la realizzazione del Mire non già ex novo ma adeguando gli spazi che si libereranno dopo l’entrata in funzione del Core sul quale, va ricordato, grava un mutuo di 8 milioni di euro. Una soluzione che in qualche modo ha escluso anche Antonella Messori sottotileando come «cinquant’anni per le strutture sanitarie siano tanti per rispondere ai mutati bisogni dei cittadini», facendo così capire che sia da escludere un’adeguamento dei reparti del Mire all’interno dell’ospedale esistente.
Ma il rebus di come trovare le risorse finanziarie per la totale copertura del progetto resta ancora oggi irrisolto. Soprattutto - se come ha lasciato intendere il neo assessore regionale alla Sanità Sergio Venturi nell’ultima visita a Reggio - la Regione non è al momento in grado di promettere altri soldi.
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