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Saldi, partenza soft nei negozi del centro complice la canicola

di Chiara Cabassa
Saldi, partenza soft nei negozi del centro complice la canicola

File alla cassa da H&M come nei giorni dell’inaugurazione ma non in tutti i negozi lo shopping è davvero decollato

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REGGIO EMILIA. Di poche ma inconfutabili certezze si deve pur vivere. Per esempio, non ci sono più le stagioni (mezze o intere che siano) di una volta. Ma anche, non abbiamo più (salvo i soliti noti che confermano la regola) i portafogli generosi di una volta. E ad inizio luglio, come del resto subito dopo l’Epifania, capita sempre più spesso che non ci siano più i saldi di una volta. Quella di ieri è stata in realtà una giornata di inattaccabili certezze: il primo giorno di saldi è coinciso con l’apice dell’anticiclone africano Flegetonte. Tradotto: caldo tropicale (non ci sono più le stagioni di una volta) e shopping certamente non compulsivo nei negozi della via Emilia (non ci sono più saldi di una volta). Con qualche eccezione.

Da H&M, catena low-cost per definizione, file interminabili alle casse come non si vedevano dai giorni dell’inaugurazione. Vietato respirare alla Casa del Busto di via Guidelli dove è iniziata la caccia al costume da bagno griffato e scontato al 30%: della serie, se non ora quando. La titolare, perfettamente e professionalmente a suo agio nonostante l’incontrollabile ammucchiata in precario equilibrio sul banco di fasce, balconcini e push-up affiancati da slip con i laccetti, brasiliane (per la cronaca, il tanga non lo vuole più nessuno) e culotte, ribadisce il concetto: «Già, se stasera faccio i conti di quanto ho lavorato oggi, certo sono soddisfatta. Ma sarà meglio parlarne fra una decina di giorni... o magari alla fine dell’anno. Ormai, è innegabile, si vende solo con i saldi che, non lo penso solo io, iniziano troppo presto. E una manciata di giorni non salva una stagione».

Un capitolo a parte è rappresentato dai centri commerciali e dagli outlet: qui gli sconti che arrivano al 70% da un lato e il refrigerio che ti regala qualche ora di benessere dall’altro (salvo poi svegliarti il giorno dopo con la cervicale... ma che importa, ti puoi sempre consolare con gli ultimi acquisti) fanno sì che il pienone non manca. L’esempio più eclatante? I Petali. Dove tra un acquisto e l’altro si può anche pranzare al fresco. E se non basta, si può salire al Multisala per un film pure lui refrigerante.

Ma se in alcuni negozi i saldi fanno la differenza, in altri pare un sabato di ordinario shopping. Anche perché tra vendite promozionali e sconti per rinnovo locali, i saldi anno dopo anno stanno perdendo il loro originario appeal. D’altra parte, i clienti fidelizzati a questa o quella catena (e non si parla di low-cost) da almeno una settimana hanno ricevuto attraverso e-mail, sms e telefonate l’annuncio della partenza anticipata dei fatidici saldi. Che hanno un inizio ufficiale e un altro ufficioso. Così è.

Ma oltre la crisi, e a prescindere dal contingente, qual è l’identikit del potenziale acquirente in tempo di saldi? Non certo la donna, e l’uomo, che seguono i diktat della moda quasi fossero i capitoli del vangelo. Loro non possono certo rischiare di rimanere a bocca asciutta. Quello che “serviva” per l’estate, lo hanno comprato quando ancora indossavano il piumino. Ora nemmeno buttano l’occhio. Resta chi per mesi si è concentrato su quel capo e ha deciso che deve essere suo, ma scontato è meglio. E poi c’è la folta schiera di chi è affetto da sindrome da acquisto compulsivo. Saranno borse “piene di solitudine” quelle che si portano a casa, ma l’importante è avere qualcosa di nuovo da appendere nell’armadio... sempre che ci sia posto. Do you remember Sophie Kinsella?

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