Delitto Burani, processo al via: il pm chiede 14 anni per Nebbioso
Cavriago, l’avvocato dei famigliari del 38enne ucciso due anni fa: «È un omicidio premeditato, la pena è troppo lieve»
CAVRIAGO. Per Giovanni Nebbioso, che ha confessato di aver sparato sei colpi contro il cavriaghese Lorenzo Burani, uccidendolo, perché si sentiva offeso da una sua battuta, il pm Katia Marino ha chiesto 14 anni di carcere, ieri a Modena, al termine del processo con rito abbreviato davanti al gup Maria Teresa Magno. Una richiesta che lascia del tutto scontenti i famigliari della vittima, che si sono costituiti parte civile e che sperano in una condanna molto più pesante, trattandosi, secondo loro, di omicidio chiaramente premeditato.
Giovanni Nebbioso, napoletano 52enne, è accusato di omicidio per aver sparato sei colpi contro Lorenzo Burani, la sera del 30 settembre 2013 a Lesignana di Modena. Burani, 38 anni padre di una bambina di 10 anni, stava aiutando un amico, Alessandro Pica, a traslocare dalla casa di Lesignana (Modena), proprio per i dissidi che aveva con Nebbioso.
La richiesta del pm è frutto del calcolo che parte da una richiesta iniziale di vent’anni per l’omicidio, più un anno per la continuazione del delitto. Il pubblico ministero ha anche tenuto conto della perizia psichiatrica che ha stabilito un parziale vizio di mente per Giovanni Nebbioso, definito dal perito uno schizofrenico. Il tutto è stato decurtato di un terzo per effetto del rito abbreviato. Il risultato del pm sono quindi i14 anni di carcere chiesti per l’imputato.
«Non potevo certo condividere questa richiesta – spiega l’avvocato di parte civile, Vainer Burani, che segue i famigliari della vittima, Lorenzo Burani di Barco di Bibbiano –. Per noi è stato un caso di evidente omicidio premeditato. Di sicuro non è un semplice omicidio compiuto per futili motivi. Nebbioso è andato in quella casa a Lesignana con una pistola carica: sei colpi più uno in canna. Ha sparato volutamente a Burani sul pianerottolo, colpendolo alla coscia, e mentre la sua vittima cercava disperatamente di scappare ha sparato gli altri colpi, colpendolo finché non è morto. Gli ha anche detto che doveva morire. Nebbioso è andato lì con la volontà di uccidere. Per questo ritengo con i famigliari che la pena richiesta dal pm sia troppo lieve. Ho detto al giudice che meritava molto di più. Trent’anni di carcere».
Di recente Valeria Bigi, convivente di Lorenzo Burani, si è detta «scandalizzata, esterrefatta. Non mi sento rappresentata da uno Stato che difende solo i delinquenti, che consente che un assassino venga giudicato con rito abbreviato. E non riesco a capire perché non gli sia stata contestata la premeditazione: quell'uomo è salito in casa, ha preso la pistola, l'ha nascosta in uno zaino e ha aspettato prima di uccidere Lorenzo. Non c'è nessuna tutela per la vittima, né per mia figlia che ha perso un padre, per due genitori che hanno perso un figlio, nè per me che ho perso mio marito. Non eravamo sposati, è vero, ma è come se lo fossimo stati».
All’udienza di ieri erano ancora una volta presenti, nell’aula a porte chiuse, i famigliari di Burani. La loro rabbia per la mancata accusa di premeditazione era già emersa durante la precedente udienza. La difesa, rappresentata dall’avvocato Annalisa Tironi, ha ribadito lo stato di vizio parziale di mente del suo assistito, che ha confessato ai carabinieri dopo l’omicidio, e ha chiesto una pena adeguata.
Durante l’udienza si è anche discussa la possibilità che, oltre alla pena, Nebbioso sia rinchiuso in una struttura simile all’Opg. Il giudice leggerà la sentenza il 24 luglio prossimo.
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