Gazzetta di Reggio

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Anche il consiglio da mesi senza risposte

di Evaristo Sparvieri
Anche il consiglio da mesi senza risposte

Regna ancora il silenzio sulle richieste di accesso agli atti presentate a marzo e aprile dai consiglieri delle opposizioni

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REGGIO EMILIA. Le risposte sul Park Vittoria sono un optional. Lente, anzi lentissime. Come i lavori nel cantiere della discordia. Se arrivano, impiegano mesi, accumulando ritardi su ritardi. A tal punto che, lì dove dovrebbe regnare assoluta trasparenza, vige invece un totale silenzio. È il muro di gomma che emerge dalla relazione annuale della Commissione controllo e garanzia, illustrata ieri in sala Tricolore dalla presidente Cinzia Rubertelli, capogruppo di Grande Reggio: un report sul funzionamento del consiglio comunale realizzato attraverso il monitoraggio dei tempi necessari per ottenere una risposta a interrogazioni e accessi agli atti avanzati dai consiglieri.

L’accesso agli atti ordinario, come da regolamento comunale, prevede un tempo di evasione massimo pari a cinque giorni. In Comune, invece, il ritardo medio rilevato si attesta sui quindici giorni. Ma, dati alla mano, non sempre il ritardo è così contenuto. Anzi. Per gli accessi agli atti relativi ai due progetti cittadini in mano a Reggio Emilia parcheggi – ovvero l’ex Zucchi e il Park Vittoria – restano per ora solo punti interrogativi.

Senza risposta è un accesso agli atti sull’ex caserma presentato dal capogruppo Magenta, Cesare Bellentani. Era il 17 marzo scorso, all’indomani del discusso divorzio da Apcoa parking Italia. Da allora sono trascorsi più di novanta giorni di silenzio.

Per due accessi agli atti su Park Vittoria e Reggio Emilia Parcheggi, invece, presentati dallo stesso Bellentani e dalla consigliera M5s, Paola Soragni, sono trascorsi già 75 giorni senza una risposta. Era il 2 aprile. Dopo più di un mese, il 17 maggio scorso, i consiglieri hanno ricevuto un dvd che nessuno – neanche alcuni tecnici informatici – è stato in grado di aprire. E così Bellentani e Soragni, a distanza di due mesi e mezzo dalla richiesta, sono ancora a bocca asciutta. A dover fornire le risposte è sempre lui: Massimo Magnani, architetto. Dirigente a Competitività e innovazione sociale, Risorse del territorio, Politiche per lo sviluppo economico e l’internazionalizzazione, Politiche per l’economia solidale, housing sociale e intercultura. Un pacchetto di deleghe e incarichi considerato eccessivo da molti esponenti delle opposizioni, spesso finito nel mirino di quanti, alla ricerca di risposte sul discusso cantiere, accusano l’amministrazione di scarsa trasparenza nel progetto che più di ogni altro cambierà il volto del centro storico della nostra città.

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