Ex Cormo, nubi sull'occupazione
San Martino in Rio, gli scioperi sono sempre più vicini. Il sindaco: "Farò tutto il possibile"
SAN MARTINO IN RIO. La scure di un futuro incerto si abbatte sulla ex Cormo, storica cooperativa, punto di riferimento del comparto degli infissi che rischia di essere messa a dura prova dal progredire di una crisi economica che si protrae ormai da anni.
Non è bastata la fusione avvenuta meno di un anno fa tra la Cormo e la Coop Legno di Castelvetro, che ha dato vita alla Open.co, a mettere ai ripari dal caro prezzo che sta pagando il settore. E se fino a pochi giorni fa l’impianto di San Martino in Rio, che si occupa della divisione finestre, sembrava immune da rischi, le certezze sono nuovamente messe in discussione. Ieri si è tenuto un incontro che ha coinvolto sindacati e istituzioni proprio alla ex Cormo. Incontro che si è svolto contemporaneamente allo sciopero dei lavoratori, che pare verrà interrotto oggi.
«La forte preoccupazione subentrata è provocata dal fatto che la strada, già stretta, si sta restringendo ulteriormente – spiega il sindaco Oreste Zurlini, presente ieri al confronto –. Il processo di riorganizzazione che era stato pensato con altre cooperative emiliano-romagnole non è così semplice, anzi si è complicato, e richiede forti investimenti. Questo sembra coinvolgere il destino dello stabilimento di San Martino, ed è evidente la grande apprensione che regna fra di noi, dal momento che si tratta di una cooperativa tra le più antiche, di uno degli stabilimenti più prestigiosi, che oggi dà lavoro a 200 persone, ma nei tempi pre-crisi è arrivato ad occuparne anche 400. Il presidente Daniele Sitta ha illustrato le criticità e gli ostacoli di natura economico-finanziaria che si prospettano all’orizzonte, spiegando i problemi che sono maturati durante il percorso.
Per quanto mi riguarda, farò tutto quello che è in mio potere per stare al fianco dei lavoratori e della ex Cormo: cercherò il coinvolgimento della Lega delle Cooperative, di Regione e Provincia perché si possa trovare una soluzione», conclude il sindaco. Nel frattempo la maggior parte degli addetti dell’ex Cormo è in contratto di solidarietà, mentre una sessantina è in cassa integrazione straordinaria.
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