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Frode, una perizia sul formaggio bloccato

REGGIO EMILIA. Sarà ora una perizia a chiarire se nel maxi sequestro di formaggio del marzo scorso – coinvolti una quindicina fra caseifici e magazzini di stoccaggio sia di Parmigiano Reggiano che di...

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REGGIO EMILIA. Sarà ora una perizia a chiarire se nel maxi sequestro di formaggio del marzo scorso – coinvolti una quindicina fra caseifici e magazzini di stoccaggio sia di Parmigiano Reggiano che di Grana Padano – siano stati seguiti o meno i disciplinari di produzione e soprattutto se vi fossero o meno dei pericoli per la salute. Tecnicamente la perizia avverrà come incidente probatorio e il lavoro del perito (un professore agroalimentare dell’Università di Parma) sarà seguito dai consulenti tecnici nominati dal pm Maria Rita Pantani (titolare dell’inchiesta per frode in commercio e contraffazione), dall’imprenditore fiorentino Luigi Fici (indagato al pari dell’imprenditore reggiano Dante Bigi e del collega mantovano Mario Panazza) e dai Consorzi del Grana Padano e del Parmigiano Reggiano, rispettivamente tutelati dai legali Nicola Tria e Giorgio Boiardi. Al vaglio 7.734 forme di Grana Padano, 77 buste di ferementi, 3 campioni di latte, 105 forme di Parmigiano Reggiano. La perizia verrà depositata e discussa fra tre mesi.

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