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Interrogazioni, 24 giorni per arrivare alla discussione

di Roberto Fontanili

REGGIO EMILIA. Scarso rispetto del regolamento comunale da parte della Giunta e degli uffici preposti, un difficile accesso agli atti per i consiglieri, un ritardo nel rispondere alle interrogazioni,...

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REGGIO EMILIA. Scarso rispetto del regolamento comunale da parte della Giunta e degli uffici preposti, un difficile accesso agli atti per i consiglieri, un ritardo nel rispondere alle interrogazioni, sia in forma scritta che verbale. E l’invio di relazioni e dati richiesti solo poche ore prima della discussione.

Sono i presupposti su cui si è basato ieri il giudizio negativo espresso dal presidente della Commissione controllo e garanzia, Cinzia Rubertelli, nella relazione annuale sull’attività svolta in sala Tricolore. Un passaggio dovuto che non richiede un voto, ma solo una presa d’atto da parte del consiglio.

E che ha evidenziato disagi e difficoltà delle opposizione «a disporre in tempo utile dei dati necessari al proprio lavoro». Una difficoltà evidenziata a più riprese in occasione dei lavori del consiglio, che ha condotto la Commissione a decidere «all’unanimità di inviare una lettera al Sindaco e al presidente del Consiglio al fine di affrontare in modo organico il tema del mancato rispetto dei termini per la risposta alle interrogazioni».

Riflessioni riprese e condivise nel dibattito dal consigliere di Lista Magenta, Cesare Bellentani e da Giuseppe Pagliani di Forza Italia, mentre la consigliera Pd, Roberta Pavarini, pur concordando in parte sulle criticità, ha rimarcato come il report «mostri un miglioramento rispetto all’inizio della legislatura». Nel 2014 sono stati necessari in media 43 giorni dalla presentazione perché le interrogazioni venissero discusse, con un ritardo medio di 31 giorni.

Un dato diminuito nei primi sei mesi del 2015, con una media di 24 giorni necessari alla loro evasione e un ritardo medio di 7 giorni. «L’azione messa in campo dalla commissione ha determinato un lieve miglioramento», commenta Rubertelli.

Per quanto riguarda l’accesso agli atti, ha aggiunto, «nonostante i solleciti persistono ritardi ingiustificati». In questo caso i numeri aggiornati al 18 giugno segnalano 24 richieste di accesso agli atti (di cui la metà in ritardo rispetto alle norme regolamentari) e una media dei giorni per la loro evasione di 18 giorni, per un ritardo medio di 15 giorni.

Il regolamento prevede, infatti, per l’accesso agli atti ordinario, un periodo di 5 giorni di tempo, mentre il ritardo medio si attesta sui 15 giorni. Infine un capitolo a parte è stato dedicato ai fatti emersi dall’inchiesta Aemilia, con il presidente che ha rimarcato che la commissione «si è occupata di gestione dei bandi e degli appalti, e della garanzia che le azioni messe in campo a tutela della legalità e del pieno rispetto degli atti d'indirizzo siano rispettate e del Piano Anticorruzione».

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