Muore cinque giorni dopo lo schianto
La procura apre un’inchiesta. I familiari: «Dubbi sulle cause del decesso». L’ospedale: «Corretto l’operato dei medici»
REGGIO EMILIA. E’ stata aperta un’inchiesta sulla morte del pensionato 65enne Aldo Ferrari, spirato all’ospedale Santa Maria Nuova cinque giorni dopo l’incidente stradale in cui era stato coinvolto – in via Mozart – mentre stava rincasando in sella al suo scooter.
Un incidente – si era scontrato con una Peugeot 306 finendo pesantemente sull’asfalto e sulla dinamica sono ancora in corso gli accertamenti della Municipale – da cui Ferrari era uscito con diverse ferite, fra cui una frattura alla gamba sinistra che aveva richiesto un’operazione chirurgica d’urgenza nella serata stessa dello schianto (cioè il 30 giugno). Dopo l’operazione il pensionato era stato ricoverato nel room ortopedico, per poi essere trasferito nel reparto di Medicina ad alta intensità. Nella notte fra sabato e domenica le sue condizioni sono precipitate, sino al decesso avvenuto domenica mattina. La famiglia Ferrari non ha, al momento, presentato un esposto, si è rivolta all’avvocato Davide Martinelli per tutelarsi, comunque tramite il figlio Simone esprime dei dubbi: «Ci sono dei punti poco chiari – rimarca Simone Ferrari – e noi familiari vogliamo sapere con precisione cos’è accaduto. Perché mio padre è morto? Dal giorno successivo all’operazione abbiamo assistito ad un costante peggioramento delle sue condizioni, ci avevano parlato di una prognosi di 90 giorni, invece...». L’ospedale, dal canto suo, ha segnalato alla procura quanto refertato sia per l’incidente, sia per la morte di Ferrari. «Siamo tranquilli sulla correttezza dell’operato dei nostri professionisti – dice Giorgio Mazzi, direttore sanitario del Santa Maria – e se i familiari ritengono che le informazioni mediche ricevute non siano sufficienti, siamo disposti ad incontrarli quando e come vogliono». La documentazione medica è ora al vaglio del pm Maria Rita Pantani che solo oggi deciderà se effettuare o meno l’autopsia. Operaio in pensione, Aldo Ferrari aveva svolto una lunga attività come massaggiatore, specialmente nel calcio a 5 (Massenzatico, San Prospero e Bagnolo i club in cui ha lavorato). Toccante, sul sito del Bagnolo, il ricordo della società con diverse foto: «Resterai nei nostri ricordi, così in maniera indelebile... la tua gogliardia, la tua disponibilità nel stare con noi». Lascia la moglie Ivana Simonazzi e il figlio Simone (risiedevano nella casa di via Camellini, a Pratofontana) che, rispettando la volontà del defunto, daranno l’autorizzazione alla cremazione della salma a Coviolo dopo il funerale che si terrà in forma civile (tutti “passaggi” che dovranno però ora attendere il nulla osta della procura).
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