Comune di Ventasso, la Regione dice sì
Busana: il nuovo ente nascerà formalmente il primo gennaio 2016. Le elezioni amministrative avverranno in primavera
BUSANA. È arrivata l’unanimità ieri mattina in Regione per un nuovo importante passaggio verso la piena realizzazione del nuovo Comune di Ventasso, dopo l’ok arrivato dalla popolazione attraverso il “sì” in tutti e quattro i Comuni (Busana, Collagna, Ligonchio e Ramiseto) al referendum di fine maggio.
Il nuovo Comune di Ventasso, il cui nome è stato scelto dai cittadini attraverso il referendum, come da programma nascerà formalmente il 1 gennaio 2016.
Le prime elezioni degli organi avverranno nella primavera del 2016 e per i primi mesi dell’anno, dalla sua istituzione fino alle elezioni, il Comune sarà retto da un commissario prefettizio che lavorerà in accordo con i quattro sindaci.
La funzione principale di questo periodo sarà proprio preparare il terreno per le nuove amministrative che si svolgeranno in primavera.
Saranno eletti un sindaco e dodici consiglieri comunali. Ogni entità territoriale che oggi rappresenta un Comune autonomo avrà poi modo di eleggere cinque “consiglieri di municipio”, che porteranno avanti un’opera di rappresentanza volontaria, non retribuita, per i propri territori, operando di fatto come cerniera tra il nuovo ente e le varie realtà decentrate.
Una forma di presenza spalmata sul territorio del nuovo ente è attualmente al vaglio anche per quanto riguarda la sede: anche se sarà individuata una sede centrale, saranno mantenuti attivi i quattro municipi con relativi servizi ai cittadini, e l’ipotesi che sta prendendo piede è che il nuovo sindaco sarà presente almeno un giorno a settimana in ognuno dei quattro municipi per avere un rapporto diretto con tutti i cittadini.
Anche i consigli comunali si dovrebbero svolgere con una sorta di turnazione sulle quattro sedi, sempre per mantenere il contatto stretto con le comunità.
Ventasso, con un’estensione di circa 250 chilometri quadrati e una popolazione di quasi 4mila e 400 abitanti, riceverà un contributo statale di circa quattro milioni di euro e contributi regionali persino superiori.
Per i primi cinque anni di vita, inoltre, il nuovo comune sarà esente dai vincoli del Patto di stabilità e da quelli stabiliti dalla normativa vigente per l’assunzione mediante contratti a tempo determinato.
Avrà inoltre priorità assoluta, per dieci anni, nei programmi e provvedimenti regionali che prevedono contributi a favore degli enti locali.
«Prosegue quindi con successo – spiega una nota della Regione dopo l’approvazione unanime ieri mattina – l’operato dell’Emilia Romagna per favorire le fusioni degli enti comunali, grazie al quale dal prossimo anno i Comuni saranno 337. Un numero che potrebbe essere ulteriormente ridotto. L’assemblea legislativa, infatti, ha dato il via libera ai referendum consultivi che potrebbero portare ad altre fusioni: Polesine parmense e Zibello, in provincia di Parma, e Montescudo e Monte Colombo in provincia di Rimini».
«Il via libera dell’assemblea – afferma l’assessore al riordino territoriale Emma Petitti – arriva dopo la grande partecipazione dei cittadini, oltre il 60%, e la netta vittoria dei sì. Un’adesione che premia l’impegno dei sindaci dei quattro comuni e della Regione nel portare a compimento questo processo di fusione».
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