«Da Reggio Emilia alla Silicon Valley? Ecco come si fa»
Stefano Marzani, fondatore della DQuid di Palo Alto ospite di Impact Hub ha raccontato la sua esperienza
REGGIO EMILIA. «Da noi si dice vola bas e schiva i sas? Ecco nella Silicon Valley vale l’opposto: lì devi osare, se hai una idea, troverai qualcuno che, se non altro, è disposto ad ascoltarti». E tra quelli magari, c’è il venture capital che ti fa spiccare il volo. Erano davvero in tanti, ieri mattina, nella sede del coworking Impact Hub, all’ora della colazione (offerta dal bar Prestige di via Che Guevara, uno degli sponsor del coworking di via dello Statuto), ad ascoltare Stefano Marzani, fondatore di DQuid, l’azienda dell’Internet delle cose che da Reggio è sbarcata a Palo Alto, nel cuore della Silicon Valley, laddove sorgono tutti i principali colossi mondiali della Rete. Laddove tutti, hanno un obiettivo comune: cambiare il mondo.
E Marzani, in poco più di un’ora di racconto, ha fornito ai curiosi e a chi magari davvero ci spera, un giorno, di sbarcare dalle parti di San Francisco, una vera e propria guida: come muoversi, come cercare finanziatori, come fare lobbing (in senso anglosassone, non nel senso deteriore che ha da noi questa parola), persino come trovare casa.
In uno slogan, si potrebbe dire che oggi la Silicon Valley si conferma un ottimo posto per fare business, anche se «vi assicuro che si vive meglio qui: il mare è brutto, il traffico è pazzesco, il trasporto pubblico è pessimo e una casa costa due milioni di dollari».
Per il resto, chi vuole provare a sbarcare da quelle parti, dovrebbe, per prima cosa, «strutturarsi qui e magari anche lasciare qui una unità produttiva, spostando là soltanto il management e il Ceo».
Già, ma come ci si arriva in quella Valle così famosa che in realtà è una baia, che mette insieme - in una superficie che è, più o meno quella dell’Emilia Romagna - colossi del calibro di Google, Facebook, Yahoo, Youtube e naturalmente Apple? «Laggiù non è come in Italia - dice Marzani - non devi bussare, non devi fare anticamera. Se hai un’idea che può sfondare, sono loro, i colossi, che ti vengono a cercare». Non hai bisogno di spintarelle, insomma. Per questi ed altri particolari che Marzani snocciola quasi con una vena romantica («I migliori business si fanno nei fine settimana, nei bar e nei locali della Valley» dice) quella valle è davvero il paradiso del business.
«E anche quando la tua idea non raccoglie l’interesse dei tuoi interlocutori, questi hanno un approccio molto rispettoso nei tuoi confronti, non ti menano per il naso con il classimo “le faremo sapere” e magari ti aiutano a procurarti un altro meeting». Altro aspetto che differenzia la Valley dal nostro Paese, quello che riguarda le stock option: «Mentre da noi si tende a controllare sempre fino alla fine l’azienda che si è creata, là è normale cederne buona parte, magari restarvi con un 20% e scommettere su qualcosa d’altro». Invero. anche questa sorta di Eden del business ha i suoi difetti: ad esempio per la qualità della vita. «Non ho dubbi - dice Marzani - si vive meglio qua».
massimosesena
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