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BORETTO

«Fiume Po, è una secca straordinaria»

di Andrea Vaccari
«Fiume Po, è una secca straordinaria»

A Boretto il livello scende a -3,28 metri, il sindaco: «Serve un intervento strutturale per delocalizzare alcuni impianti»

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BORETTO. Il Po continua nella sua fase di secca. Ieri l'idrometro di Boretto è arrivato a toccare la soglia dei 3 metri e 28 centimetri sotto lo zero idrometrico, a dimostrazione di un graduale calo del livello e della portata. Fino a quando non ricomincerà a piovere, alcuni tratti del grande fiume saranno destinati a mantenere caratteristiche "lunari", grazie ai vistosi cumuli di sabbia che si vengono a formare. Non fa eccezione il pontile Giudecca al lido Po di Boretto, sempre più "a secco".

Sul tema, dopo il dibattito dei giorni scorsi, interviene anche il sindaco Massimo Gazza, che invoca la necessità di un intervento strutturale in grado di cambiare l'assetto dell'intera area.

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Il primo cittadino borettese spiega quali sono le criticità della situazione. «Siamo al cospetto di una secca straordinaria, e il problema interessa gran parte del fiume, che al momento è navigabile solo in piccoli tratti. Per quanto riguarda Boretto, sono arrivati 60mila euro dalla Regione per la manutenzione dell'alveo, ossia per lo spostamento della sabbia che si è accumulata davanti al porto turistico. E' chiaro che questa non può essere una misura definitiva, anche perché il problema della sabbia potrebbe essere risolto nel giro delle prossime due-tre piene. Piuttosto, si avverte l'esigenza di un intervento strutturale che preveda la delocalizzazione di alcuni impianti in una zona del fiume più favorevole. Purtroppo, l'area antistante il pontile Giudecca è diventata zona di deposito, e non ci sono rimedi. E' chiaro che un eventuale spostamento dovrebbe avvenire a valle dell'attuale porto turistico, magari nella zona dell'ex Arni».

Un eventuale intervento di questo genere comporterebbe un aiuto "dall'alto". «E' indispensabile – prosegue il sindaco – un confronto con la Regione, trattandosi di un porto regionale. Un dialogo è già stato avviato, e fondamentale in questa partita sarà anche il ruolo di Aipo. Il problema infatti non riguarda soltanto il pontile ma l'intera area. Pensiamo ad esempio agli impianti di bonifica, anch'essi interessati da una consistente attività di deposito litoideo: l'accesso agli impianti è libero perché è sempre stato dragato, ma se non si intervenisse con puntualità assisteremmo a ripercussioni pesanti per l'agricoltura della Bassa, che usa l'acqua del Po per i campi. Nel masterplan che sarà presentato tra settembre e ottobre si terrà conto di tutti questi aspetti».

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