Due bimbe molestate: imprenditore arrestato in piscina
Correggio, le minori accusano un 61enne: «Ci ha toccato in acqua». Ieri la scarcerazione, la difesa: «Fatto ridimensionato»
CORREGGIO. Tutto sarebbe accaduto – sabato scorso, nel pomeriggio – in acqua, nella vasca della piscina di via Terrachini, a Correggio.
E l’accusa per un imprenditore 61enne (nato a Modena, ma che vive a Correggio) è di quelle infamanti: avrebbe toccato, oltretutto strusciandosi, più volte (ben sette, secondo il racconto della minorenne) nelle parti intime una bimba, una sola volta un’altra bambina. Tutto sarebbe avvenuto nei pressi di una scaletta per la risalita dall’acqua. Le due bimbe hanno meno di dieci anni e questa specifica età è un’aggravante non da poco visto che si indaga per violenza sessuale su minorenni. Il «signore con il costume nero» viene indicato quasi subito da una delle bimbe (cioè quella che avrebbe subìto più toccamenti) alla sorella e scatta subito l’allarme, con i gestori della piscina che – vista la gravità della situazione – non esitano a chiamare i carabinieri. Sono momenti pieni di tensione. Il 61enne viene fatto uscire dall’acqua, per poi andarsene dalla struttura accompagnato dai carabinieri: è un arresto in flagranza, con la carcerazione alla Pulce come passo successivo. Con l’ausilio di una psicologa vengono sentite le due bimbe: le loro parole vengono registrate. Lunedì pomeriggio il gip Angela Baraldi interroga l’indagato in carcere, nell’ambito dell’udienza di convalida dell’arresto. Sposato, con figli, mai avuto problemi con la giustizia, è allibito per l’accusa che grava su di lui. Nega di aver molestato le bimbe, spiega che ha solamente fatto il bagno e la vasca era molto affollata per il gran caldo e che era solo in piscina perché si era voluto ritagliare uno spazio dagli impegni familiari e lavorativi per leggersi un libro e prendere un po’ di sole. Ieri il gip Baraldi l’ha scarcerato, disponendo comunque per il 61enne l’obbligo di firma due volte al giorno in caserma a Correggio in orari compatibili con la sua attività lavorativa. Il giudice ha valutato come lucido il racconto delle due bimbe, ma visto il deciso negare dell’indagato ha chiesto ulteriori indagini, a più ampio spettro. Gli avvocati difensori Francesco Tazzari e Sabrina Tagliati sono soddisfatti: «La lettura delle carte processuali – dicono – ha portato il giudice a ridimensionare l’accaduto». Ora sarà il pm Stefania Pigozzi – titolare della delicata inchiesta – a fare la prossima mossa.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
