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Ex Cormo, sono a rischio 500 famiglie

di Serena Arbizzi
Ex Cormo, sono a rischio 500 famiglie

San Martino in Rio: riunione di emergenza a Bologna, proclamato lo stato d’agitazione e pronte 16 ore di sciopero

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SAN MARTINO IN RIO. Si addensano nubi sempre più scure sul futuro della storica cooperativa Cormo.

Le notizie allarmanti comunicate durante un incontro alla cooperativa nella giornata di martedì da Daniele Sitta – presidente di Open.Co, il nuovo soggetto nato dopo la fusione della Cormo con la modenese Coop Legno neanche un anno fa – hanno dato vita a una riunione d’emergenza di sindacati e rsu di tre stabilimenti. Ieri mattina, infatti, si sono incontrate a Bologna le rappresentanze sindacali degli stabilimenti di San Martino in Rio e Castelvetro (Modena), della cooperativa Open.co e della Lavoranti in legno di Ferrara, insieme agli esponenti di Fillea Cgil.

La riunione, anticipata di due giorni rispetto alla data fissata, si è resa necessaria per decidere quali iniziative intraprendere a fronte della pesante crisi che sta interessando queste tre realtà produttive che, complessivamente, garantiscono occupazione a oltre 500 lavoratori. Ed è stato proclamato lo stato di agitazione nei tre stabilimenti, incluso, ovviamente, quello della ex Cormo: nel caso non venga costituito un tavolo di crisi, entrerà in vigore il primo pacchetto di 16 ore di sciopero. «Ad oggi nulla di concreto è stato messo in campo per disegnare un progetto industriale che, coinvolgendo tutte le realtà, provi a immaginarne un futuro – commentano congiuntamente i sindacalisti di Fillea Cgil – Questo stato di incertezza e i ripetuti tentativi di strumentalizzazione dei lavoratori non sono più tollerabili. Per questa ragione oggi (ieri per chi legge, ndr) verrà inviata alla Lega Coop Emilia Romagna e alle direzioni di Lavoranti in legno e di Open.co una richiesta di incontro urgente per avviare un tavolo regionale di confronto con l’obiettivo di individuare profili industriali strategici che consentano la salvaguardia degli stabilimenti e dei 540 lavoratori occupati. Riteniamo inoltre che questa vertenza si inserisca a pieno titolo nell’ambito dell’accordo quadro sottoscritto con la Regione il 2 aprile scorso, riguardante la riorganizzazione della filiera delle cooperative legate al settore delle costruzioni. Chiederemo perciò l’istituzione urgente di un tavolo di crisi presso la Regione per individuare le soluzioni che consentano la continuità produttiva e l’individuazione degli strumenti sociali necessari. Nel corso della riunione, tutti i partecipanti hanno deciso di costituirsi in coordinamento regionale affidato alla Fillea Cgil Emilia Romagna. È proclamato lo stato di agitazione nelle aziende e in tutti gli stabilimenti con un primo pacchetto di sedici ore di sciopero che potranno essere decise sia dal livello regionale sia dalle rsu di ogni singolo stabilimento. La Fillea Cgil a tutti i livelli, le rsu, le lavoratrici e i lavoratori non permetteranno che l’inadeguatezza o l’incapacità di decidere dei gruppi dirigenti di queste aziende cancelli una storia industriale e il suo patrimonio di professionalità, per questo ci aspettiamo risposte immediate» concludono i sindacalisti Fillea.

«Inizialmente sembrava che Sicrea fosse disponibile a creare una newco, quindi una nuova realtà che salvaguardasse la capacità lavorativa di questi stabilimenti e la continuità occupazionale – aggiunge Marcello Beccati, di Cgil Fillea Modena – Sicrea non è più interessata a ciò e quindi non c’è più un soggetto che possa garantire il salvataggio di queste aziende».

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