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Insegue il figlio con la cinghia, allontanato il capofamiglia

Insegue il figlio con la cinghia, allontanato il capofamiglia

Ancora un caso di violenze in famiglia a Reggio Emilia: dopo sette anni di botte arriva una prima svolta.

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REGGIO EMILIA. Oltre un anno fa il primo intervento della polizia, sulla scia di una telefonata da parte di un ragazzino che diceva di trovarsi fuori di casa perché il padre non gli permetteva d’entrare.

Gli accertamenti avevano fatto emergere violenze nell’ambito di quella famiglia che duravano già da diverso tempo. Con i racconti dei vicini di casa è stato poi completato il “quadro”: urla, litigi, il padre che inseguiva il figlio minore (in fuga nudo...) brandendo la cintura dei pantaloni, le botte alla moglie che era anche sottoposta a continue vessazioni psicologiche. Sette anni di atti violenti, culminati nell’accusa di maltrattamenti. E su richiesta della procura, il gip ha emesso una misura restrittiva (l’allontanamento dalla casa familiare) nei confronti del capofamiglia (impiegato in una fabbrica di Reggio che ha nell’alcol un problema per nulla risolto).

La telefonata che nel maggio 2014 aveva fatto scattare le indagini era dovuta al fatto che il ragazzino era uscito di casa ma, essendo tornato in ritardo, il padre si era arrabbiato e non ne voleva sapere di aprirgli la porta, prendendosela pure con la moglie. Ma dalle prime verifiche emergeva un più diffuso disagio familiare.

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