Molestie in piscina, l'imprenditore rischia di nuovo il carcere
La procura di Reggio Emilia ha deciso di impugnare il provvedimento del gip Angela Baraldi davanti al Riesame di Bologna, chiedendo nuovamente la misura cautelare in carcere per l'uomo accusato di violenza sessuale su minori
CORREGGIO. Si tornerà presto in un’aula di tribunale per la delicata vicenda delle due bambine che accusano di molestie – che sarebbero avvenute nella vasca della piscina di Correggio – un imprenditore modenese 61enne domiciliato a Carpi.
Il pm Stefania Pigozzi – che coordina le indagini dei carabinieri – ritiene infatti non solo l’indagato pericoloso, ma anche che vi sia il rischio che possa rifare l’atto grave di cui l’accusa, da qui l’impugnazione del provvedimento del gip Angela Baraldi davanti al Riesame di Bologna, chiedendo nuovamente la misura cautelare in carcere. Il magistrato inquirente ritiene insufficiente la misura restrittiva dell’obbligo di firma due volte al giorno in caserma a Correggio come disposto dal gip Baraldi. [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.11749369:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/cronaca/2015/07/09/news/due-bimbe-molestate-imprenditore-arrestato-in-piscina-1.11749369]]
Il 61enne – che ora è difeso dal legale modenese Marco Ferraresi – ha detto, in udienza, di essere sconvolto e di non capacitarsi del perché venga accusato da quelle due bimbe, visto che ricorda solo di aver nuotato in una vasca piuttosto affollata. Da parte loro le bimbe – sentite con l’ausilio di una psicologa – dicono di essere state “toccate” in acqua nelle parti intime (una parla di sette volte, l’altra di una sola volta).
Sta di fatto che il 4 luglio scorso, in un sabato pomeriggio di caldo torrido e in un luogo affollato, è scattato ben presto l’allarme in piscina e i carabinieri hanno arrestato l’imprenditore, portandolo poi in carcere da cui è uscito solo dopo tre giorni.
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