Gazzetta di Reggio

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Assolti i Motti ma la causa continua

di Tiziano Soresina
Assolti i Motti ma la causa continua

Sulla truffa allo Stato gli atti tornano al pm che valuta una nuova azione. Scagionati i tre giornalisti

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REGGIO EMILIA. Assolti “perché il fatto non sussiste” ma per i due principali imputati pare non finita qui. Oltre che essere un processo-pilota in campo editoriale, da ieri, dopo la lettura della sentenza emessa dal gup Antonella Pini Bentivoglio, questa vicenda processuale è diventata anche un “giallo”, relativamente proprio ad un passaggio della decisione che si è concretizzato nella restituzione degli atti al pm Stefania Pigozzi da parte del giudice.

Si tratta degli atti relativi all’accusa di truffa allo Stato e che riguardano unicamente l’imprenditore ed ex parlamentare Tiziano Motti, nonché la moglie oltre che sua stretta collaboratrice Stefania Bigliardi: secondo il gup Pini Bentivoglio durante il procedimento è emerso un errore in questo capo d’imputazione rispetto alla dicitura di un giornale a cui si fa riferimento, da qui la necessità di correggere il capo d’imputazione stesso. Ma con quali conseguenze giudiziarie? Un “nodo” non facile che al momento il pm Pigozzi affronta così: «Considerato che il giudice ha emesso sia un dispositivo sia un’ordinanza in cui ha ritenuto che il fatto sia diverso da come è stato contestato, ritengo che vi siano ancora capi di imputazione inerenti il reato di truffa ai danni dello Stato da valutare alla luce delle considerazioni espresse dal giudice. E mi riservo ulteriori valutazioni sulla posizione dei signori Bigliardi e Motti, con riferimento al reato di truffa aggravata ai danni dello Stato, dopo la lettura dei due provvedimenti. Fermo restando che sicuramente i tre giornalisti sono stati ritenuti non responsabili di tutti i fatti a loro ascritti». L’avvocato difensore Liborio Cataliotti dà un’interpretazione diversa: «Sono stati assolti con formula piena. Gli atti sono stati rinviati alla procura soltanto per un errore tecnico ulteriore, fatto dal pm Pigozzi nel capo di imputazione di truffa ai danni dello Stato, che per metà riportava una denominazione differente dalla realtà. Il 16 ottobre 2010 è infatti cambiata la denominazione della società, mentre nelle carte ne compariva una sola. In questo caso a errore si è sommato errore. Per il resto – prosegue Cataliotti – l’assoluzione è stata totale, non con formula dubitativa. Se fosse stata fatta una pronuncia diversa allora avrebbe dovuto essere condannata un’intera categoria».

Fuori discussione, invece, l’assoluzione dei tre giornalisti da tutti i reati (truffa allo Stato, falso e stampa clandestina) «Fermo restando che mi riservo di leggere le motivazioni della sentenza – commenta l’avvocato Noris Bucchi che tutela i giornalisti Pierpaolo Zucchetti e Roberto Ruozi – già dal dispositivo emerge con chiarezza che la nostra tesi difensiva secondo la quale i miei assistiti non hanno commesso nè concorso a commettere nessuno dei reati contestati e stata accolta in pieno dal giudice che li ha assolti». Per il terzo cronista – Alessandro Bettelli (difeso dal legale Giulio Cesare Bonazzi) – che non ha chiesto il rito abbreviato, è stato decretato dal gup “il non luogo a procedere”, ritenendo non necessario nemmeno un approfondimento dibattimentale.

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