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L’anguria è solo... reggiana Ottenuto il marchio Igp

L’anguria è solo... reggiana Ottenuto il marchio Igp

Novellara: grande soddisfazione di enti locali e associazioni di categoria Bartoli (presidente dei produttori): «Il segreto? Innovazione e tradizione»

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NOVELLARA. L’anguria reggiana è un marchio Igp (indicazione geografica protetta). Bisognerà soltanto attendere la pubblicazione del Disciplinare sulla Gazzetta Ufficiale e i 30 giorni di tempo previsti per accogliere eventuali opposizioni, decorsi i quali l’Associazione produttori potrà richiedere l’utilizzo transitorio del marchio e avviare la commercializzazione in Italia dell’anguria reggiana Igp, primo prodotto a Indicazione geografica protetta esclusivamente reggiano.

Circa un anno di tempo è previsto per la “procedura europea”, che verrà avviata dal ministero delle Politiche agricole e si spera possa concludersi con l’iscrizione del cocomero nell’apposito albo comunitario. L’ufficialità è giunta mercoledì sera nella sala del consiglio di Novellara, con la riunione di pubblico accertamento convocata dal ministero, che si è aperta con il saluto del vicesindaco Alessandro Baracchi e con l’intervento del consigliere provinciale delegato all’Agricoltura, Alessio Mammi, che ha parlato di «un traguardo di grande importanza per la nostra agricoltura, che oggi raggiungiamo grazie all’impegno di tanti, grazie a un lavoro di squadra che la Provincia ha avviato fin dal 2008 ritenendo l’anguria reggiana una produzione d’elevata qualità con importanti prospettive d’occupazione e sviluppo e sostenendo in maniera convinta la volontà delle aziende, costituitesi poi nell’Associazione Produttori Anguria Reggiana».

Quest’ultima, nata nel 2009 per promuovere in forma organizzata la qualità dell’Anguria Reggiana, è presieduta da Ivan Bartoli ed è composta da una ventina di aziende agricole sparse soprattutto nella Bassa: in totale circa 400 ettari di coltivazioni, 4 milioni di euro di giro d’affari e una quarantina di persone impegnate.

A Novellara e Santa Vittoria di Gualtieri questo frutto è diventato particolarmente pregiato e riconosciuto per la qualità e per il suo particolare contenuto zuccherino e ha reso possibile al Comune di Novellara l’istituzione del marchio De.Co nella metà degli anni Duemila. Non sono mancate le reazioni positive a questo nuovo e importante passo.

«Il disciplinare non ha subìto modifiche e i produttori si sono trovati come sempre in accordo – commenta Ivan Bartoli, presidente Apar – Il successo del nostro prodotto è rappresentato dall’equilibrio tra innovazione e tradizione dei metodi produttivi».

«L’ottenimento di un marchio per un prodotto del territorio è motivo di grande soddisfazione per tutti – continua il direttore di Coldiretti Assuero Zampini – I marchi sono supportati da disciplinari che attestano garanzie di produzione, qualità e tracciabilità, garanzie da cui il consumatore ormai non prescinde. La Coldiretti si sta già impegnando per attivare azioni di promozione tra cui la presenza dell’anguria reggiana ad Expo». «La nostra è una realtà di produttori molto attivi – aggiunge Pietro Codeluppi, produttore di angurie e membro della presidenza provinciale Cia – che condividono un percorso di miglioramento professionale e della qualità del prodotto. Augurandoci che il resto del percorso sia rapido e senza intoppi, rivolgiamo un ringraziamento alle istituzioni che questo percorso hanno condiviso e sostenuto».

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