Park Vittoria, la rabbia di Lodetti: «Non abbiamo debiti»
L’ad di Reggio Emilia Parcheggi risponde punto per punto alle cinque domande: «Poca trasparenza? Pronto a fare report settimanali sui lavori in cantiere»
REGGIO EMILIA. «Scarsa trasparenza? Siamo disposti anche a fare rapporti settimanali sui lavori. Ma non esiste un cantiere più fotografato del Park Vittoria». E ancora: «La lettura dei bilanci dei due consiglieri è maccheronica e superficiale. Non sopporteremo più strumentalizzazioni». E infine: «Reggio Emilia Parcheggi non ha nessun debito con le banche. Sta pagando tutti i lavori con mezzi propri. Il cantiere non è in ritardo e i fornitori sono pagati». Non le manda certo a dire Filippo Lodetti Alliata, ad di Reggio Emilia Parcheggi SpA, sulle polemiche divampate intorno al contestato parcheggio interrato di piazza della Vittoria.
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E, dopo l’ennesimo attacco delle opposizioni, che hanno gettato ombre sui bilanci 2013 di Reggio Emilia Parcheggi SpA e Final SpA, ribatte punto su punto alle contestazioni mosse dai consiglieri Bellentani e Guatteri, smentendo la loro analisi e rispondendo alle domande della Gazzetta. «Sono state diffuse notizie non vere che gettano discredito su un’iniziativa molto importante per Reggio», attacca. [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.11733160:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/cronaca/2015/07/06/news/i-troppi-misteri-di-park-vittoria-ora-attendono-risposte-credibili-1.11733160]]
Lodetti, è stato sollevato più di un dubbio sulla tenuta finanziaria del cantiere. La situazione è davvero così allarmante?
«L’analisi dei bilanci è stata fatta in modo superficiale e maccheronico. Reggio Emilia Parcheggi è una società che ha chiuso tutti i bilanci in utile, così come Final Spa, principale sponsor, che ha oltre 20 milioni di euro di attivo patrimoniale, 10 milioni di patrimonio netto e un indebitamento verso l’esterno pari al 15% dell’attivo. È uno dei principali player nazionali nelle concessioni pubbliche».
Conto tesoreria, fatturazioni, rapporto con i fornitori. Le cifre messe in evidenza dai consiglieri sembrano però ben circostanziate.
«Scendendo nello specifico, nessun prestito è stato effettuato dalla Reggio Emilia parcheggi a Final Spa, che in qualità di holding operativa gestisce la liquidità di tutte le sue controllate, come previsto per legge e come appositamente denunciato all’Agenzia delle Entrate mediante un contratto di tesoreria. Le voci di bilancio indicate dai consiglieri fanno riferimento solo ed unicamente alla gestione di tesoreria, che serve all’ottimizzazione dei flussi finanziari del gruppo. C’è la totale assenza di qualunque debito nel bilancio di Reggio Emilia Parcheggi, sia con il sistema finanziario che con quello bancario. Il che vuol dire una cosa: Final Spa ha sorretto tutta l’iniziativa dal punto di vista finanziario. I due consiglieri leggono dati di bilancio che non sanno interpretare. I soci del progetto sono estremamente solidi».
Come si spiegano allora le fatturazioni fra Reggio Emilia parcheggi e Final?
«Sono intragruppo. È la holding che si carica i costi e li ribalta a Reggio Emilia Parcheggi con fatturazioni annuali per non aggravare finanziariamente Reggio Emilia Parcheggi».
E sulle perplessità manifestate sugli utili di Final Spa? [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.11738999:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/cronaca/2015/07/07/news/il-comune-park-pronto-nel-2016-1.11738999]]
«Una holding agisce come principale business nella valorizzazione delle proprie partecipazioni. L’utile del 2013 è dovuto alla valorizzazione di partecipazioni mediante la dismissione di alcune e l’acquisizione di altre».
Ma se i conti sono in ordine come dice, come mai si ha la sensazione che il cantiere sia fermo da settimane?
«Il cantiere non è mai chiuso, è sempre attivo. Non si è fermato un giorno. La sospensione è tecnica per gli scavi archeologici. È chiaro che ci sono lavorazioni che non consentono la convivenza fra costruttori e archeologi. Era tutto previsto».
Già, i mosaici. Nessuno sa che fine faranno...
«La valorizzazione spetta all’ente pubblico. A nostro carico ci sono i costi di rimozione».
Quindi nessun ritardo?
«La consegna è confermata nella primavera 2016. La predisposizione dell’area di cantiere risale ad aprile 2014. La consegna definitiva da parte del Comune è del luglio 2014, con la partenza dei lavori. I tempi dell’archeologia si sono dilungati per questioni autorizzative. Non dipende da noi se la soprintendenza impiega mesi. Ma il cronoprogramma finora è rispettato. La consegna sarà puntuale».
Quanti sono i box venduti?
«Il piano meno uno è terminato. Le promesse di vendita sono più di un centinaio. Stiamo andando avanti con il meno due».
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Se anche le vendite vanno bene, come mai tutti questi misteri?
«Quello della trasparenza è un falso problema».
Beh, c’è un muro sullo scavo che impedisce di guardare qualsiasi cosa...
«È stata una richiesta dell’amministrazione. Ma io credo di non aver mai visto un cantiere con questo numero di spettatori, affacciati a tutte le finestre con mezzi di ripresa. Compresi droni. Il fatto che ci sia stata richiesta di una recinzione non esclude la possibiltà di veder dentro. E poi non ho mai visto un Comune come quello di Reggio, che in fatto di trasparenza mette tutta la documentazione online, compresi documenti coperti da riservatezza, che vengono resi pubblici con costanza».
Però ogni volta che il cantiere finisce nel mirino delle polemiche, non sempre arrivano risposte chiare...
«Secondo me c’è un atteggiamento difensivo da parte dell’amministrazione di fronte ad attacchi strumentali che provengono da diverse parti e che non si comprendono. Noi siamo in piena disponibilità, sia della cittadinanza che della stampa per dare informazioni. Possiamo fare rapporti settimanali sull’andamento dei lavori. Non se ne può più di allusioni strumentali, come se qualcuno si nascondesse qualcosa. Sono cominciati in campagna elettorale, in cui il Park è diventato il grimaldello per attaccare l’amministrazione. Strumentalizzazioni diventate insopportabili, che ci creano danni fortissimi».
Non crede che le preoccupazioni della città siano legate anche alla famosa intercettazione che la vede coinvolto nelle indagini sull’Expo?
«Non ho mai collegato le due vicende e ritengo che non c'entri nulla la posizione del sottoscritto nell'indagine con il cantiere di piazza della Vittoria. Non riesco a capire dove sia il nesso. Se poi qualcuno ha utilizzato quelle notizie in chiave strumentale anche nella campagna denigratoria contro il Park Vittoria, credo che questo atteggiamento non abbia una logica».
Resta però l’intercettazione...
«Quando è uscita la notizia sono stati fatti titoli altisonanti sui giornali. Ma nessuno poi ha scritto che nei confronti del sottoscritto non è stato richiesto nessun provvedimento. Tutti i personaggi coinvolti nell’indagine o hanno patteggiato o hanno terminato la loro trafila. Per me, dopo un anno e mezzo, la trafila non è neanche cominciata».
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