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Alla scoperta del borgo di Nasseta

Stasera cena nelle aie di Acquabona servita dagli “antichi” abitanti

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COLLAGNA. È un luogo carico di storia e di significato identitario per l’Appennino, ma torna a vivere solo in poche occasioni all’anno.

Questo e il prossimo weekend, quello del 19 luglio, gli antichi abitanti del paese scomparso di Nasseta serviranno una cena matildica per far rivivere questo luogo e, nella seconda occasione, incontrare lei, la gran contessa Matilde. Nasseta era un’importante borgata – in prossimità della confluenza del Riarbero nel fiume Secchia – dell’incredibile estensione di ben 2000 ettari, donata da Carlo Magno al monastero di San Prospero di Reggio e successivamente oggetto di utilizzo e controversie dei signori del tempo. Oggi, invece, è solo un silente accumulo di ruderi muschiosi circondati da una meravigliosa cerchia di cime appenniniche.

«Un luogo straordinario – commenta Caterina Bottazzi, assessore alla cultura del Comune di Collagna – dove, cessato lo sfruttamento agricolo, il bosco ha quasi interamente coperto i pascoli e i campi. Ecco la necessità di una due giorni per riscoprire questo luogo». Oggi alle 20, ad Acquabona, il circolo Il ranocchio organizza una cena a buffet nelle aie del paese. Domenica 19 luglio, invece, si terrà “Alla corte di Nasseta nel nono centenario matildico”: ritrovo alle 9 al circolo Il ranocchio di Acquabona oppure alla Capanna di Rocco (località le Prate); ore 9.15 partenza a piedi per la Corte di Nasseta; ore 9.45 incontro dei due gruppi provenienti dalle due sponde del Secchia; ore 10 messa; ore 11 narrazione sulla Corte di Nasseta; ore 11.30 pranzo agreste; ore 17 sbandieratori e musici. Per info: 338-3340156.(l.t.)

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