Gazzetta di Reggio

Reggio

il caso

Crisi, a Reggio Emilia è boom di cambiali e protesti

Crisi, a Reggio Emilia è boom di cambiali e protesti

Nel 2013 i protesti sono cresciuti del 16% e in “pagherò” sono circolati 6 milioni e mezzo di euro (+64,5% rispetto al 2012)

2 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. C’è una parte dell’Italia dove, complice la crisi economica, è tornato in auge il ricorso alla cambiale e di conseguenza sono aumentati i protesti. A Reggio Emilia nel 2013 sono cresciuti del 16,7% nel numero e del 64,5% nell’ammontare (per un totale di 6,548milioni di euro). Ad analizzare il fenomeno è Gextra, società del Gruppo Italfondiario specializzata nei servizi di recupero crediti (http://www.gextra.it), che sta sperimentando con il nuovo servizio “Spid” la cambiale 2.0, dematerializzata, con tempi e costi ridotti.

In Emilia Romagna il numero di protesti è aumentato del 45% a Ferrara, del 16,6% a Modena e del 4,4% a Bologna. A Ferrara l’ammontare totale dei protesti è quasi raddoppiato nel 2013 (+89,5%) per un totale di 5,047 milioni di euro. In provincia di Modena si è incrementato del 10,8% toccando quota 13,405 milioni di euro.

«Osservando lo scenario di mercato – afferma Francesca Carafa, presidente e amministratore delegato di Gextra – in questi ultimi anni si è accentuata la fragilità finanziaria di famiglie e imprese. Per tale motivo già da qualche anno si rileva una richiesta di dilazione attraverso il rilascio di cambiali, che hanno registrato un nuovo importante incremento. Per tale motivo abbiamo ritenuto di poter ottimizzare la gestione degli incassi garantiti da cambiali ovvero una ‘cambiale 2.0’. Si tratta di uno strumento digitalizzato che riduce tempi e costi di gestione e che offre quindi benefici sia al debitore che al creditore.

Secondo Gextra ad eccezione di Rieti, dove il numero di protesti è quasi quintuplicato nel 2013 (+374% e primato nazionale) e l’ammontare più che quadruplicato (+341% - 1,485 milioni di euro), sono quasi tutte province del nord quelle che hanno registrato i maggiori incrementi dei protesti. A Mantova sono cresciuti di quasi un terzo nel numero (+29,1%) e della metà circa nell’ammontare (+48,3% - 8,536 milioni di euro). Nel bellunese l’aumento del numero di protesti (+28,8%) ha fatto raddoppiare nel 2013 rispetto all’anno precedente il valore totale (+99,9% - 1,767 milioni di euro).

L’analisi di Gextra evidenzia poi i casi di alcune province con protesti diminuiti anche a doppia cifra ma con l’ammontare in forte crescita. Su tutte Avellino. Qui pur in presenza di una lieve flessione di protesti (-2,8%) il valore complessivo dell’ammontare è più che triplicato (+ 235,7% - 53,64 milioni di euro). A Cremona i protesti nel 2013 (rispetto al 2012) sono calati del 10% mentre il valore complessivo è aumentato di oltre il 40% (9,329 milioni di euro).

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google