Gazzetta di Reggio

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Grano: raccolto scarso e prezzi alle stelle

di Claudio Corradi
Grano: raccolto scarso e prezzi alle stelle

Marco Pirani, presidente di Progeo: «Alla fine all’appello mancherà un 15% di prodotto»

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REGGIO EMILIA. La campagna di trebbiatura del grano sta volgendo al temine su tutto il territorio provinciale. Tempo di bilanci quindi per il più precoce dei raccolti dell’annata che però quest’anno non ha di certo soddisfatto i produttori.

«Già l’andamento stagionale aveva fatto saltare un 6% di semine di grano tenero ( il più coltivato nel reggiano) – spiega Marco Pirani presidente di Progeo - che sommandosi ad una diffusa e generalizzata diminuzione delle rese produttiva in campo sta determinando un ammanco di prodotto che al momento viene stimato in un -15%». Se a questo fattore si va poi a sommare quello dell’attuale riduzione del prezzo di oltre il 40% rispetto a quello di chiusura della passata campagna di commercializzazione la situazione per gli agricoltori si fa ancora di grave. In gioco c’è la redditività della coltura che quest’anno nella maggioranza dei casi non permetterà di pagare le spese e porterà a bilanci colturali in perdita. Per fortuna però il grano è una materia prima alimentare importante e stoccabile tanto che, quando possibile, in queste condizioni di mercato, non viene venduta ma immagazzinata.

«Questo nell’attesa che – prosegue Pirani - abbiano a completarsi anche le trebbiature in altri paesi d’Europa, come per esempio la Francia che rispetto a noi e sempre molto in ritardo, per iniziare a ragionare su dai certi».

Quello che è certo, chiarisce Pirani, è che il prezzo del pane, quello che si produce con la farina di grano tenero, non diminuirà certamente vista la modestissima incidenza della materia prima sui costi complessivi di produzione che sono soprattutto di manodopera, energia e servizio.

«Allo stesso modo – prosegue il presidente di Progeo – non aumenterà il prezzo della pasta, quella che si ricava dalla semola di grano duro, molto meno coltivato nel reggiano, che quest’anno, al contrario del frumento tenero, ha conosciuto una vera e propria impennata dei prezzi. In questo caso i listini sono al momento più elevati del 15% rispetto al prezzo di chiusura della passata campagna nonostante un incremento delle superfici seminate. Questo disattendendo ogni possibile previsione iniziale. Il vero pericolo in questo caso è rappresentato dalla programmazione delle semine per il prossimo anno che, visto l’andamento di mercato attuale, potrebbe indirizzare i produttori ad abbandonare la coltivazione del grano tenero a favore del grano duro che però richiede ambienti vocati ed una differente conoscenza delle specificità della coltura». Se può consolare però a livello qualitativo entrambe le tipologie di produzioni nel reggiano hanno dato risultati pienamente soddisfacenti sia a livello di peso specifico che di tenore proteico.

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