Il pm prepara il “Motti bis”, l’editore replica: «Già assolti»
Sarà rifatto il capo d’imputazione relativo all’accusa di truffa allo Stato che riguarda in concorso sia Tiziano Motti che la moglie Stefania Bigliardi
REGGIO EMILIA. La procura intende avviare un “Motti bis”, sulla base di quegli atti che il gup Antonella Pini Bentivoglio ha restituito giovedì al pm Stefania Pigozzi (titolare dell’inchiesta) contestualmente alla lettura della sentenza. Lo conferma il procuratore capo Giorgio Grandinetti («La decisione del giudice è interlocutoria»). Verranno seguite le indicazioni del giudice, sarà rifatto il capo d’imputazione relativo all’accusa di truffa allo Stato (che riguarda, in concorso, sia Tiziano Motti che la moglie Stefania Bigliardi) per poi fare una nuova richiesta di rinvio a giudizio e da qui un’altra udienza preliminare.
Per il gup Pini Bentivoglio c’è un errore – nel capo d’imputazione – nell’indicazione della casa editrice per gli anni 2010 e 2011 (a cui fanno riferimento i contributi da oltre 700mila euro), mentre ha assolto per il 2012 in cui faceva capolino la stampa clandestina (i contributi di tre anni fa sono stati congelati dallo Stato). Per la procura la truffa allo Stato relativa al biennio 2011-2012 è quindi nuovamente contestabile.
Ben diversa la “lettura” di quanto avvenuto da parte dell’ex europarlamentare che parla – in una nota – di «ipotesi accusatoria naufragata in toto». Spiega Motti: «Rilevo che il giudice stesso ha evidenziato nell'ordinanza con cui rinvia atti alla procura di non aver potuto emettere per determinati paragrafi dei capi di imputazione sentenza di assoluzione, indicando pertanto in modo inequivocabile che l'errore della procura ha reso impossibile esclusivamente su questi paragrafi emettere una sentenza già chiaramente assolutiva come per tutto il resto». Come dire: non ha senso un nuovo processo.(t.s.)
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