«Mafia radicata, centinaia di incendi a Reggio»
Bilancio del procuratore Alfonso. La sezione penale reggiana si rafforza in vista di Aemilia
REGGIO EMILIA. ’Ndrangheta ed operazione Aemilia tengono banco nel bilancio che ieri – a Bologna – ha fatto con i cronisti Roberto Alfonso, cioè il procuratore capo nonché numero uno dell’Antimafia in regione che si appresta ad essere trasferito a Milano. E ha fatto chiaramente riferimento a Reggio parlando di infiltrazioni mafiose in Emilia in cui «vengono fatti affari e li hanno fatti bene», dove «non vi sono stati conflitti armati fra clan e gruppi».
Poi l’allusione al Reggiano e «gli incendi a centinaia». Peraltro i roghi dolosi non si sono mai veramente interrotti anche se il culmine è stato raggiunto nel triennio 2012-2014. Ma arrivano pure le preoccupazioni sull’aula bunker che dovrà ospitare l’udienza preliminare dell’operazione Aemilia (il 28 gennaio scadono i termini per la custodia cautelare).
Alfonso ha già fatto un sopralluogo nel padiglione fieristico di 10mila metri quadrati individuato. «Va costruita l’aula che ci serve – rimarca – e bisognerà fare un progetto (sarà affidato ad un dipendente del ministero della Giustizia, ndr), occorrono gli arredamenti per un luogo che deve ospitare 300-350 persone. Infine occorrerà valutare i costi, chi se ne farà carico e stabilire i tempi di realizzazione».
Anche in tribunale a Reggio ci si sta organizzando per “ospitare” la fase processuale che seguirà all’udienza preliminare. Due giudici (Dario De Luca e Luca Ramponi) sono stati trasferiti dalla sezione civile a quella penale in vista del superlavoro per il maxi processo. E se l’udienza preliminare sarà davvero un momento di “filtro”, facendo approdare a Reggio sui 200-250 fra imputati e legali, in questo caso potrebbe bastare l’aula di Assise.(t.s.)
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