“Riesumano” la Candida per fare pubblicità sul web
Una delle figure storiche di Reggio “testimonial” su Facebook del negozio Re-Loft La rete si divide tra chi apprezza l’idea e chi accusa di aver infangato la memoria
REGGIO EMILIA. Zilòch, la “Zia”, la Mimì Fioraia... Soltanto i reggiani meno giovani sono in grado di rivivere lo stupore, il divertimento e, talora, lo scandalo diffusi nelle strade e nelle piazze del centro storico da queste vistose e rumorose macchiette.
È nel ricordo di molti, invece, la figura discreta e simpatica della Candida, che fino a una ventina d’anni fa si aggirava negli stessi luoghi con l’inseparabile fardello di borse di plastica stracolme e, con molto garbo, avvicinava i passanti per chiedere mille lire o una sigaretta. È stato Fabio Pasquali, titolare del negozio Re-Loft di via Vittorio Veneto, a ravvivarne la memoria, pubblicando il 25 giugno sul suo profilo Facebook una foto della gentile questuante con un ritocco pubblicitario: le scritte “saldi fino al 50%” sulla maglietta e “Re-Loft” sulle sporte.
Il risultato s'è spinto molto al di là delle sue intenzioni. Una pioggia di commenti antitetici si è subito riversata sulla pagina del negozio, mentre una vera e propria guerra gli veniva dichiarata da un gruppo di via Compagnoni, dove la Candida abitava. Le mezze misure sono bandite: si va dagli elogi per l’iniziativa intrisi di nostalgia e commozione alla condanna indignata e minacciosa nei confronti del negoziante.
RE-LOFT SUPER OUTLET… I SALDI CONTINUANO!!!
Posted by Re-Loft on Giovedì 25 giugno 2015
I più duri sono gli amici e i vicini di casa, che intimano a Pasquali di togliere la pubblicità dalla foto. «Come l’hanno conciata!» protestano. Luciano Venturini, nipote della Candida, promette una rappresaglia: «Questa pubblicità va bene solo per scopo di lucro, ma sappiate che la signora è mia zia. Quando vedrò il negozio, se non togliete questa immagine non vedrete il negozio». Ma poi si corregge mitigando i toni in senso metafisico: «Io ho esagerato, ma rimane il lucro. Non è bello fare pubblicità con una persona che è in Paradiso. La foto non posso toglierla, ma so dove siete. Io non verrò mai, ma spero che vi venga a trovare la sua anima».
Pasquali risponde: «Non ci pare proprio di aver strumentalizzato o peggio, ridicolizzato la povera signora... tutt'altro! Il nostro è stato semplicemente un gesto d’affetto e la stragrande maggioranza lo ha capito. Ci dispiace per lei se se la prende così. Magari, certe levate di scudi e certe crociate andrebbero rivolte verso cose più importanti o scandalose. In ogni caso noi siamo qui e non ci nascondiamo».
Rita Lazzarini gli ribatte: «Sicuramente è stato un gesto d’affetto, non ne dubito. Ma fare pubblicità alla propria ditta con un personaggio come la Candida...». Un’accusa fuori luogo sarebbe quella di usare l’immagine del personaggio a sproposito: «Noi – sottolinea Pasquali – vendiamo, oltre ad articoli da regalo dal design particolare, molti oggetti vintage. Ci è sembrato carino, quindi rendere omaggio a una figura tipica del vintage reggiano. Da ragazzo conoscevo la Candida. Una volta feci per lei una colletta. Lei mi promise che un giorno mi avrebbe aiutato».
Sul sito di Re-Loft su 32 commenti quelli favorevoli sono una ventina. Molti elogiano il negozio per avere fatto rinascere un vero e proprio mito. Ivo Fantini scrive: «Lo definisco un bel ricordo della vecchia Reggio. Non è più così oggi, con la gente che gira per il centro. Cento volte meglio questa immagine!».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
