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Unimore, l’università senza studenti fuoricorso

di Luciano Salsi
Unimore, l’università senza studenti fuoricorso

Presentata la 17esima indagine AlmaLaurea sul profilo dei laureati. L’ateneo reggiano risulta al primo posto per la puntualità nel percorso di studio

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REGGIO EMILIA. L’università di Reggio ha le carte in regola e non teme le pagelle con cui, secondo qualcuno, si dovrebbero promuovere o bocciare gli atenei italiani. Infatti un giudice riconosciuto dalla quasi totalità delle autorità accademiche, il consorzio Alma Laurea, le attribuisce voti altissimi nella sua 17esima indagine sul profilo dei laureati, basandosi su dati oggettivi e sulle lusinghiere valutazioni formulate dagli stessi ex-studenti sul valore dei professori, sull’efficienza delle strutture e sulle valide opportunità di tirocinio formativo.

Unimore, fra l’altro, è al primissimo posto per quanto riguarda la puntualità del percorso, dal momento che chi la frequenta si laurea con un indice di ritardo dello 0,23%, la metà della media nazionale (0,40%), e il 60,6% arriva al traguardo finale senza andare fuori corso. Era stato il deputato del Pd, Marco Meloni, a proporre un emendamento al disegno di legge sull’accesso ai concorsi pubblici che prevedeva di pesare diversamente i punteggi di laurea dei candidati a seconda del valore delle università. Il governo l’aveva accettato, ma la levata di scudi di docenti e sindacati l’aveva subito costretto a ritirarlo.

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In ogni caso Angelo Oreste Andrisano, rettore di Unimore, non è contrario in linea di principio: «Esiste già – osserva - un’agenzia di valutazione del sistema universitario, l’Anvur. A quella si può fare riferimento se si vuole giudicare la qualità della ricerca e della didattica. La sensibilità degli atenei è molto cresciuta a questo riguardo». Intanto l’università di Reggio può esibire con orgoglio gli esiti dell’indagine di Alma Laurea, ancora più positivi di quelli dell’anno scorso.

Li hanno illustrati ieri in videoconferenza, oltre al delegato per la didattica Marco Sola, il prorettore di Reggio Riccardo Ferretti e i direttori di dipartimento Paola Vezzani (Comunicazione ed economia) e Giorgio Zanetti (Educazione e scienze umane). «Sono risultati – commenta Andrisano – che ci confortano e ci esaltano. Dipendono anche dalla volontà e dalla determinazione degli studenti, ma soprattutto dalla buona organizzazione dell'ateneo».

Nel 2014 sono usciti da Unimore 3.728 laureati con un’età media di 25,9 anni, di cui solo 1.615 maschi (43,32%) e 2.113 femmine (56,68%). Tutti sono stati interpellati da Alma Laurea. Hanno risposto 3.058 di loro, pari all’82,03%. Un dato che ne dimostra la promozione sociale è che per il 71% sono i primi in famiglia a laurearsi. Inoltre il loro numero è quasi equamente distribuito fra la borghesia, la classe media impiegatizia, la piccola borghesia e la classe operaia.

Gli stranieri sono ancora pochi, ma in deciso aumento, dal 3,7% del 2013 al 4,7% dell’anno scorso, mentre la media nazionale è il 3,4%. Si tratta, in molti casi, di figli di immigrati. Per quanto riguarda i tirocini e gli stage, ben tre studenti su quattro se ne avvalgono. Fra gli atenei generalisti soltanto quello di Verona riesce a fare di meglio.

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