Busetti, il cantiere che non si è fermato
L’intervento voluto dall’imprenditore Montipò procede senza sosta di pari passo alla catalogazione dei reperti archeologici
REGGIO EMILIA. La differenza balza subito agli occhi: nel raggio di cento metri o poco più, due grandi cantieri sono aperti nel cuore della città. Uno, a est, è aperto, visibile a tutti, in continuo divenire. L’altro, guardando a ovest, assomiglia più a un fortino assediato e deserto.
Il primo è il cantiere di Palazzo Busetti, della ex sede centrale delle Poste, dell’Inps e, in parte, di Palazzo Scaruffi: un intervento da oltre 80 milioni di euro, voluto dal proprietario, l’imprenditore Fulvio Montipò. Un quadrilatero che verso la fine del prossimo anno dovrebbe essere riconsegnato alla città con la creazione di una grande galleria commerciale completa di negozi, uffici, servizi e posti auto.
Già posti auto. Come quelli che scaturiranno dall’altro cantiere, quello del Park Vittoria. L’opera pubblica più discussa degli ultimi dieci anni. Lì il cantiere, iniziato qualche mese prima di quello tra via Don Andreoli e via Sessi è ancora un buco pieno d’acqua. E soprattutto è spesso deserto, protetto da un muro inusuale per un cantiere edile.Duecentoquranta posti auto interrati da vendere a residenti e professionisti che lavorano nella zona. Un’impresa - quella della vendita dei box auto - che l’amministratore delegato della Reggio Parcheggi Spa, Filippo Lodetti assicura procedere spedita. Una impresa è il cuore del project financing con cui il Comune aspira alla pedonalizzazione di piazza della Vittoria.
Intanto, però, c’è chi dice che - tra coloro che erano interessati a garantirsi un posto auto in centro - in tanti stiano prendendo informazioni per uno di quei novanta che sorgeranno dentro il rinnovato quadrilatero pensato da Montipò. Nulla di concreto perché l’intervento in corso in via don Andreoli prevede sì la messa in vendita dei novanta posti auto, ma dando la precedenza alle attività che si insedieranno al suo interno. Solo alla fine gli esecutori del progetto pensano di mettere in vendita i posti che rimarranno.
Ma perché tutto questo interessamento per l’”altro” parcheggio? La vulgata è sempre quella: il cantiere di Palazzo Bussetti procede a ritmo spedito, l’altro no.
E se da un lato, per quel riguarda il Park Vittoria, Comune e Reggio Parcheggi attribuiscono in coro lo stop al rinvenimento dei reperti archeologici di epoca romana venuti alla luce durante gli scavi, va detto che anche nel cantiere di via Don Andreoli sono venuti alla luce reperti archeologici. Ad esempio un tratto di strada romana, di quelle volute da Marco Emilio Lepido.
Ma, a differenza di quel che è accaduto per Park Vittoria, nell’altro cantiere, gli archeologi della Sovrintendenza hanno lavorato “gomito a gomito” con i muratori. Senza che mai il cantiere si sia fermato un giorno. Anzi, come era già accaduto l’anno scorso, con l’imprenditore Fulvio Montipo, seduto con la nipotina sulle ginocchia, a mangiarsi un gelato guardando il cantiere.
Aperto ufficialmente il 7 agosto scorso con le pesanti opere di demolizione che hanno riguardato, ad esempio, la vecchia sede delle Poste, il cantiere dovrebbe essere ultimato nella seconda metà dell’anno prossimo. Nell’opera sono compresi anche il rifacimento e la riqualificazione delle strade oggi quasi esclusivamente impegnate dai mezzi del cantiere, ovvero via Don Andreoli, via Sessi e via Battaglione Toscano che dovranno diventare com’è oggi via Crispi, l’altro lato del quadrilatero. E chissà se finirà prima il cantiere da 80 milioni di euro o quello da 2 milioni...
massimosesena
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