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Ecco a cosa servono Veinsite e Nautilus

CASTELNOVO MONTI. A illustrare i due nuovi macchinari è stato il direttore responsabile dell’unità di Anestesia e Rianimazione, Ermanno Briglia: «Il visore Veinsite è un dispositivo elettronico,...

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CASTELNOVO MONTI. A illustrare i due nuovi macchinari è stato il direttore responsabile dell’unità di Anestesia e Rianimazione, Ermanno Briglia: «Il visore Veinsite è un dispositivo elettronico, portatile, non invasivo, che grazie a raggi infrarossi consente la visualizzazione delle strutture vascolari superficiali. In pratica le vene periferiche, così da favorire l’incannulamento. E’ un dispositivo che viene indossato come un casco, lascia le mani libere e permette delle facilitazioni in particolare nell’uso sui bambini, che hanno vene molto sottili che possono presentare difficoltà per essere individuate. Rendendo l’accesso a questi vasi più semplice, si raggiunge il risultato a colpo sicuro, evitando di sottoporre i piccoli pazienti a stress e fastidi con più punture».

«Nautilus – ha aggiunto – è invece un sistema completo per rilevare il corretto posizionamento di cateteri venosi centrali mediante la visualizzazione e la stampa dell’Ecg intracavitario. In pratica sarà molto importante per pazienti che devono sottoporsi a terapie frequenti: Nautilus visualizza in tempo reale l’Ecg in corrispondenza della punta del catetere. Una volta ottenuto il tracciato Ecg, che secondo la letteratura corrisponde alla posizione ideale, è possibile stampare la curva Ecg su un’etichetta adesiva da apporre sulla cartella clinica del paziente per confermare l’avvenuto controllo».

«Per far funzionare al meglio questi due nuovi ausili _ha aggiunto la direttrice del distretto Sonia Gualtieri_ abbiamo acquistato un nuovo, moderno ecografo che lavora in perfetta sinergia sia con il Veinsite che con Nautilus». (l.t.)

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