Finiti i braccialetti elettronici: sta dentro
Campegine: paradossale situazione per il 27enne accusato di stalking dall’ex fidanzata. La difesa: «Subito al Riesame»
CAMPEGINE. Svolta beffarda nella vicenda del 27enne indagato per stalking nei confronti della sua ex fidanzata di 21 anni. Il gip Antonella Pini Bentivoglio ha scarcerato l’artigiano edile, applicando la misura restrittiva degli arresti domiciliari ma costringendo contemporaneamente il giovane all’uso del braccialetto elettronico.
Ed è su questo strumento di controllo che si è arenata la misura cautelare, in quanto in Italia ve ne sono circa duemila a disposizione degli inquirenti ma, al momento, non c’è un braccialetto “libero”, quindi finché non ne sarà disponibile uno l’indagato rimane in cella.
Quanto dovrà restare in carcere? Non si sa, intanto il tempo passa e l’artigiano edile è al nono giorno di cella «il che – rimarca l’avvocato difensore Carmine Migale – lo sta provando tantissimo, visto che è incensurato e a 27 anni si trova ad affrontare una prova così dura».
Il gip Pini Bentivoglio ha ritenuto non abbastanza credibile il racconto dell’artigiano edile, prospettando nuove indagini di verifica soprattutto su quanto avvenuto il 23 giugno davanti al bar della polisportiva.
Il giovane – nell’interrogatorio di lunedì scorso – ha spiegato che quel giorno non era sua intenzione picchiare l’ex fidanzata e desiderava solo parlarle, anche perché nell’ultimo mese si erano riavvicinati. Ma ad un certo punto – sempre secondo la sua versione – sono arrivati tre amici di lei che hanno iniziato ad insultarlo e a provocarlo. Ed è in quel momento che dice di aver usato un ramo (nega di aver utilizzato una mazza da baseball come riferisce la ragazza) per difendersi dai tre amici dell’ex fidanzata, per poi scappare, impaurito, ed andare al pronto soccorso di Montecchio per farsi medicare le ferite. Il giudice chiede agli investigatori accertamenti sulle lesioni riportate dagli amici dell’ex fidanzata (sono compatibili con l’uso di un ramo?), ma anche di acquisire i tabulati telefonici per capire, dagli sms, se effettivamente i due giovani si stavano riavvicinando come sostiene l’ex fidanzato. Inoltre l’applicazione del braccialetto elettronico lascia intuire una certa preoccupazione del gip Pini Bentivoglio nei confronti dell’indagato: lo ritiene pericoloso e vuole che sia monitorato costantemente quando sarà agli arresti domiciliari.
«Su questa vicenda il giudice ha dei dubbi – replica l’avvocato Migale – ma non può lasciare in carcere il mio assistito solo perché non si trova il braccialetto elettronico. E’ un provvedimento contraddittorio e domani depositerò subito l’istanza per un ricorso al Riesame e lì chiedere la scarcerazione».(t.s.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
