Provincia, enti culturali a rischio
Mancano risorse per Palazzo Magnani, iTeatri, museo Cervi e Istoreco. Manghi: «Serve una soluzione»
REGGIO EMILIA. Il tempo stringe. E il rischio aumenta giorno dopo giorno, mettendo seriamente in difficoltà il futuro di quattro storiche istituzioni culturali reggiane: Fondazione Palazzo Magnani, Fondazione iTeatri, il museo Cervi e l’Istoreco, che potrebbero vedersi di punto in bianco senza più risorse. È una delle conseguenze più urgenti del riordino delle funzioni in capo alla Provincia, attualmente in discussione in commissione regionale.
Secondo la legge Delrio, infatti, di competenza delle Province restano quattro funzioni fondamentali: edilizia scolastica, viabilità e infrastrutture, pianificazione territoriale e funzioni ambientali. Quanto alle altre deleghe, la decisione spetterà alla Regione, dove la giunta ha messo a punto una bozza di legge regionale che andrà in assemblea legislativa entro fine luglio. Nel testo, si prevedono per le Province le funzioni di protezione civile, l’offerta formativa scolastica e il diritto allo studio, la pianificazione commerciale e il turismo.
Manca la delega alla cultura, settore che fino ad oggi ha visto Palazzo Allende in prima linea come ente fondatore o finanziatore delle principali istituzioni e reggiane. Alla Fondazione Palazzo Magnani, di cui la Provincia è il principale ente fondatore, ad esempio ogni anno Palazzo Allende riservava circa 220 mila euro. Circa duecento mila euro, invece, erano destinati alle attività della Fondazione iTeatri, ai quali si aggiungono ventimila euro per il Museo Cervi (che vede la Provincia anche proprietaria degli immobili, di cui è responsabile della manutenzione). Altre decine di migliaia di euro erano destinate all’Istoreco, per il finanziamento di attività rivolte ai giovani, come i viaggi della memoria.
Risorse che dal 2016 potrebbero sparire. «Si rischia il blocco di queste realtà. Chi ci sostituirà nelle quote di sostegno per la sopravvivenza di queste istituzioni?», afferma il presidente della Provincia, Giammaria Manghi, che proprio in questi giorni ha portato la questione all’attenzione del sottosegretario agli Affari regionali, Gianclaudio Bressa.
«Come presidente pro tempore della Provincia – aggiunge – sento il dovere di salvare questo patrimonio collettivo della cultura reggiana». Un quadro complicato, reso ancora più difficoltoso dal taglio di risorse subìto da Palazzo Allende. «Ho posto la questione anche alla Regione, e credo che farà la sua parte – conclude Manghi – penso che sia necessaria una norma transitoria che consenta almeno per il 2015 alle Province di essere abilitate a dare risorse a livello culturale. Ma, oltre a questo, serve un aiuto fra Stato e Regione perché venga trasferito mezzo milione di euro, cifra di cui abbiamo bisogno per tenere in piedi questi enti». Secondo Manghi, le attività di queste istituzioni dovranno in futuro essere affidate ad un’unica regia: «Ci stiamo adoperando, anche con il Comune e la Regione, per mettere in campo un’unica piattaforma culturale. Ma sono progetti che hanno bisogno di tempo. Per questo dobbiamo creare le condizioni per arrivare con le idee chiare almeno fino a fine 2015, per poi ripartire con nuove soluzioni a cominciare dal 2016».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
