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Rifiuti, i dubbi di Reggio, la rabbia di Parma

di Massimo Sesena
Rifiuti, i dubbi di Reggio, la rabbia di Parma

Mentre la regione si appresta a varare la nuova legge sui rifiuti, a Parma sindaco in testa scendono in piazza contro Iren che vuol aumentare la potenza dell'Inceneritore, a Reggio è in dubbio l'impianto di Gavassa. E intanto le tariffe...

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REGGIO EMILIA. La Regione Emilia Romagna si appresta a varare, entro l'autunno, una nuova legge sulla gestione del ciclo dei rifiuti. Una legge che parte dalla fotografia della situazione: nel 2014 sono state prodotte in regione 2.929.953 tonnellate di rifiuti, con un aumento dell'1% rispetto al 2013, a fronte di un aumento della popolazione residente dello 0,1%. La produzione pro capite si è invece assestata a 657 Kg/ab.

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I rifiuti raccolti in modo differenziato rappresentano oltre la metà dei rifiuti urbani: 1.706.609 tonnellate, in aumento del 2% rispetto all’anno precedente: un dato che conferma il trend in crescita della raccolta differenziata, dal 2001 al 2014 più che raddoppiata passando dal 25,3% al 58,2%.

Una legge che punta decisamente in alto: economia circolare, obiettivi di recupero riciclo altissimi, tariffazione puntuale, premi per comuni virtuosi (con un fondo comune), compostaggio domestico, riconoscimento del ciclo di vita del materiale, disincentivi progressivi al conferimento in discarica.

Obiettivi ambiziosi, per una legge che era quasi pronta un anno fa, quando poi le dimissioni di Vasco Errani e la caduta del suo esecutivo hanno bloccato tutto. Tutto tranne il dibattito attorno al nuovo Piano regionale di gestione dei rifiuti, che anzi si è infuocato proprio in questi giorni.

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A Parma, per esempio, in cinquecento sono scesi in piazza, sindaco Pizzarotti in testa contro la norma del decreto sblocca Italia che consente a Iren di aumentare il carico dell'incenritore di Uguzzolo, importando, per bruciarli, rifiuti da altre città. "Affameremo l'inceneritore aumentando la raccolta differenziata" ha detto l'assessore parmense all'ambiente Gabriele Folli.

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Peccato che l'inceneritore sia già "affamato", almeno a sentire Iren che insiste per questa ipotesi alla quale la  regione vorrebbe dare l'ok ma i parmigiani si oppongono. Fino a che punto? Difficile dirlo: di certo l'applicazione dello "Sblocca Italia" al forno di Uguzzolo, potrebbe concretamente portare una riduzione delle tariffe, un argomento mai da sottovalutare.

Di fatto l'attività del camino di Parma è in rosso da quando ha acceso: Iren e la stessa Regione stan pensando di importare rifiuti dalla Liguria, in assoluta emergenza da questo punto di vista.  E in questo senso da alcune settimane sono avviate trattative con il governatore Toti.

Da questa situazione può dipendere il futuro dell'impianto pensato anni fa a Gavassa, per il Trattamento meccanico dei rifiuti. Per quell'impianto - inizialmente pensato per il trattamento meccanico biologico e poi solo per quello meccanico - tra progettazione e acquisto aree Iren ha già speso circa 7 milioni di euro.

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Se la Regione non dovesse inserire il Tm nel piano regionale dei rifiuti, decidendo quindi di "buttare tutto" nell'inceneritore di Uguzzolo, Iren potrebbe decidere di riconvertire l'impianto di Gavassa in un qualunque impianto di selezione, con lettori ottici e magneti che farebbero comunque parte della dotazione tecnologica. In quel caso però parteciperebbe a una gara e non potrebbe in alcun modo far ricadere i costi sulle tariffe.

Già, le tariffe. A Reggio come a Parma, tutti si chiedono quando potranno mai calare. Di qua dall'Enza, a Reggio, proprio in questi giorni parte il nuovo calendario dei giorni di raccolta. Un calendario che "taglia" i giorni di raccolta proprio per rendere meno pesanti i rincari che stanno per arrivare in bolletta.

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Così è normale, quando si sente parlare di tariffa puntuale, drizzare le antenne. In realtà, a Reggio dovremo aspettare ancora, almeno fino al 2017. Per quella data, infatti, è previsto il completamento della raccolta "Porta a Porta".

Ma la tariffa puntuale - dicono gli esperti -  non riduce le tariffe, cambia solo la distribuzione. E anche se non consola, a Reggio abbiamo la tariffa più bassa della regione perché da sempre smaltiamo nel modo peggiore, la discarica.

Invero, per Reggio una certezza - già adesso, prima che si approvino la legge e il relativo piano - c'è e riguarda le discariche di casa nostra: per Novellara si conferma esaurimento e conclusione entro fine 2016. E ciò garantisce autosufficienza, anche perché un bel po' di spazio lo si è ricavato grazie alla differenziata porta a porta dal 2011 ad oggi.

Poiatica è già il passato: la sua definitiva chiusura  va solo completata con la terra di riporto. La Regione sembra orientata a dire questo è a non consentire ulteriori apporti di rifiuti. 

 

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