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«La macchina funziona e le banche ci puntano»

«La macchina funziona e le banche ci puntano»

REGGIO EMILIA. Quel numero che fa spiccare Reggio su tutte le altre città ha una spiegazione nella crisi di questi anni, certo. Ma non solo: la crisi da sola non giustifica il fatto che Reggio abbia...

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REGGIO EMILIA. Quel numero che fa spiccare Reggio su tutte le altre città ha una spiegazione nella crisi di questi anni, certo. Ma non solo: la crisi da sola non giustifica il fatto che Reggio abbia più di 30 volte il numero di immobili all’asta rispetto al capoluogo di Regione. Piuttosto, la causa principale di questo exploit è da ricercare nell’alto grado di efficienza raggiunto dalla “macchina” delle procedure immobiliari che coinvolge tribunale, Istituto vendite giudiziarie, Associazione Notarile per le esecuzioni immobiliari e le stesse agenzie immobiliari. Di questo importante lavoro di squadra è da sempre convinta sostenitrice Valentina Rubertelli, notaio e presidente per Reggio dell’Associazione notarile.

«E’ evidente - spiega - che in quel numero così alto ci sono diverse causali. E tuttavia credo che la principale di tutte sia da ricercare nel livello di rapidità delle nostre procedure: se una macchina come quella delle esecuzioni immobiliari è evidente che questo costituisca un incentivo per coloro che si trovano in qualche modo costretti a farvi ricorso. Pensiamo anzitutto alle banche che sono alcuni tra gli attori più frequenti in queste situazioni. Potendo contare su una procedura che a Reggio Emilia si è fatta in questi anni particolarmente rapida, è evidente che gli istituti di credito ricorrono sempre più spesso a questo metodo piuttosto che ad altri per cercare di recuperare i loro crediti». In altre parole, potendo contare su un recupero particolarmente veloce, sul versante delle rate di mutuo non onorate, tendono a lasciar passare poco o nulla. E un’ulteriore prova di questa tendenza la si trova nelle pieghe dello studio della società Soggea: dei 446 immobili residenziali finiti all’asta al 30 giugno di quest’anno la stragrande maggioranza (401) ha un valore sotto i 100mila euro. Appartamenti piccoli, quindi che tuttavia si sono rivelati fin troppo grandi per coloro che avevano sottoscritto i mutui per acquistarli. «E’ molto probabile - spiega il notaio Rubertelli - che si tratti di persone che hanno fatto, come si suol dire, il passo più lungo della gamba. O che comunque si sono trovate, ad un certo punto, a non potere essere più in grado di onorare il debito che avevano contratto con la banca per comprare casa». Discorso diverso per gli immobili di valore maggiore: a Reggio sono attualmente all’asta un immobile del valore compreso tra 1 e 3 milioni e uno di valore superiore ai 3 milioni. «E’ possibile - dice il notaio - che in questo caso si tratti di imprenditori, trovatisi ugualmente in difficoltà». (m.s.)

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